| Sorpresa: tra i consiglieri c'è soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato |
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| Scritto da Redazione Però |
| Mercoledì 28 Luglio 2010 11:02 |
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Perché soddisfazione, allora? Perché la decisione del Cds dice due cose ritenute importanti da chi è in (comprensibile) pena per la propria, faticata poltrona. Intanto la sentenza sottolinea a chiare lettere che gli organi regionali insediatisi dopo le elezioni sono perfettamente legittimi, nel pieno delle loro funzioni e che qualsiasi atto o decisione prenderanno sarà valida. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, la richiesta di riconteggio "non è in grado di paralizzare o anche solo di ostacolare sul piano giuridico-amministrativo, il corretto funzionamento degli organi di governo della Regione Piemonte". E a coloro che obiettano la troppa fretta nel presentare il ricorso, prima ancora di attendere le motivazioni del Tar, si sottolinea che un altro elemento è favorevole nel dispositivo appena letto. Si prevede infatti che il riconteggio dei voti – se poi effettivamente dovrà essere fatto – sia assistito da rappresentanti di lista di tutti i partiti coinvolti. L’operazione, ovviamente, non sarebbe semplice, bisognerebbe trovare dei criteri condivisi, nominare le persone, eccetera. I tempi non sarebbero comunque brevi, anche perché si vocifera che soltanto a settembre possano cominciare le operazioni di riconteggio. Inoltre “c’è da dire che in mancanza delle motivazioni del Tar (arriveranno questa sera n.d.r.) era anche un po’ scontato che il Consiglio di Stato non si sbilanciasse e lasciasse lo status quo”, spiega un addetto ai lavori. E poi c’è anche da dire che “in effetti per il momento imminente, grave e irreparabile quella sentenza non lo provoca. E solo su questo il Cds doveva esprimersi per sospendere il provvedimento del Tar”. Vedremo nel merito. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Luglio 2010 11:04 |




Una sorprendente soddisfazione anima questa mattina i banchi dei consiglieri regionali di centrodestra. Ma anche quelli di centrosinistra, bisogna dirlo. Nessuno di loro, ovviamente, si augura il ribaltone giudiziario del voto di marzo, che ha incoronato Roberto Cota presidente del Piemonte. Eppure proprio ieri sera, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva sul riconteggio dei voti deciso dal Tar subalpino.