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Si apre la partita della giunta Cota. Quattordici assessorati da riempire: quattro spettano alla Lega. Sette a Forza Italia e tre ad An. Un match che ha la difficoltà di una finale di Champions League.
QUATTRO POSTI ALLA LEGA
Di fatto, non ci saranno grossi problemi per il Carroccio. Il partito è organizzato in maniera quasi militare e gli attriti non emergono mai all’esterno. Dei 4 posti a disposizione due sono già assegnati a Elena Maccanti (rapporti con il Consiglio) e a Massimo Giordano, il sindaco di Novara prossimo alle dimissioni da primo cittadino, fedelissimo di Roberto Cota; per l'agricoltura è in pole position il cuneese Claudio Sacchetto.
TRE POSTI AD AN
Maggiori problemi in casa An che alla fine su Torino si trova con la sola Barbara Bonino a rappresentare l’ex partito del compianto Ugo Martinat. Malgrado l’ottimo risultato della giovane consigliera, vicina al segretario Agostino Ghiglia, c’è l’anima del partito minoritaria, ma molto agguerrita, che cerca spazio. È forte dei risultati di Roberto Tentoni (6.211 voti, primo escluso) e di Gianluca Vignale (4.593 voti). Uno tra i due, anche un po’ obtorto collo da parte dei vertici di corso Vittorio, dovrebbe poter entrare nell’esecutivo regionale. Ghiglia, invece, intenderebbe nominare assessore l’ottimo Roberto Ravello come esterno, ma in questo caso lascerebbe per l’appunto fuori gente che ha preso migliaia di voti.
Per quanto riguarda le province, a quanto pare, l’escluso William Casoni (già assessore) non sembra più nelle grazie della componente aennina. Si mormora che, visto che non ce l’ha fatta a farsi eleggere, Ghiglia e i suoi non si danneranno l’anima per recuperarlo. È noto che invece Casoni abbia ottimi rapporti con Enzo Ghigo, ma secondo gli osservatori sarebbe paradossale che il capo della componente di Forza Italia, si sbattesse per recuperare uno di An, con tutti i problemi di collocazione di sua stretta competenza. Vedremo.
SETTE POSTI A FORZA ITALIA
Quanto a Forza Italia, qualcosa comincia a delinearsi. Diciamo subito che tra i possibili assessori c’è il nome di Michele Coppola. “Certo, il suo risultato è stato un po’ deludente – commenta un addetto ai lavori interno al Pdl – anche rispetto a ciò che su di lui è stato investito. In ogni caso, un assessorato a questo punto lo merita perché ha comunque preso tanti voti, ma deve capire che non è Obama e abbassare un po’ le arie, considerando che buona parte del partito lo ha appoggiato”. A lui dovrebbe andare un pezzo della Cultura, che sarà diviso dall’istruzione.
Al Pdl spettano di sicuro Sanità, Cultura e Trasporti. Non è ancora chiara la divisione tra Forza Italia e An, tanto è vero che per quanto riguarda la parte amministrativa della Sanità, s’è aperto un derby per l’assessorato tutto al femminile. L’ambita poltrona è richiesta sia da Barbara Bonino (An), sia da Caterina Ferrero (Fi). Esclusa la cultura per la Bonino, ora si parla anche dell'assessorato ai Traporti. Con il nuovo conteggio dei voti, la prima ha superato la seconda, ma ciò che conterà per la scelta finale sarà anche il “Cencelli” dei posti tra le componenti del nuovo partito.
In ogni caso, i 7 posti “forzisti“, dovrebbero esser coperti da due esterni e cinque eletti. Per i primi due, una scelta spetta a Maria Teresa Armosino (presidente della provincia di Asti e deputato), che sta decidendo tra Gabriele Andretta – vicepresidente della Cassa di Risparmi di Asti – e la consigliera della Provincia di Torino Nadia Loiaconi. La scelta del secondo esterno spetterebbe al deputato Osvaldo Napoli, che avrebbe indicato l’ex consorte Daniela Ruffino. “Anche se in campagna elettorale Osvaldo ha appoggiato la Porchietto – obietta un compagno di partito – in questo modo avrebbe due assessori, mi sembra un po’ troppo”.
Resterebbero perciò ancora cinque caselle in capo a Forza Italia: il criterio dovrebbe essere quello dei primi eletti, ma ovviamente si sta cercando di farlo saltare, ad esempio inserendo Michele Coppola. Si tratta dei primi tre di Torino e dei primi tre delle province, quindi uno o più sono destinati a non farcela. I nomi sono quelli di Claudia Porchietto (11.894 voti, per lei si parla insistentemente delle attività produttive), Fabrizio Comba (8.994) e Caterina Ferrero (8.417). Per le province i nomi sono quelli di Alberto Cirio, Valerio Cattaneo e Ugo Cavallera. Torna anche in auge il nome di Giampiero Leo che, malgrado la sconfitta elettorale, resta tra i papabili per l'assessorato alla Cultura.
NUOVI ASSESSORATI
D’altra parte, gli assessorati non saranno più quelli che siamo abituati a conoscere. Roberto Cota ha molte novità in mente. A partire dalla più importante: un assessorato alla Sanità “spaccato” in due. A sé medesimo, come presidente, avocherebbe la direzione politica del più importante comparto decisionale in capo alla Regione. Una scelta coerente con la sua campagna elettorale, nella quale si è ripetutamente esposto circa le nuove scelte a favore della salute dei cittadini.
Tra gli assessorati novità, spiccano quello alla sburocratizzazione e quello dei Rapporti con il Consiglio, che sarà affidato come detto ad Elena Maccanti. Pende sempre l’idea di un assessorato per la trasparenza amministrativa, il cosiddetto anti-furbetti o anti-ladroni. Scopriremo presto a chi sarà affidato.
LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE
Nella piccola bufera di queste scelte, si inserisce anche l’ex coordinatore di Forza Italia Roberto Rosso. A lui, infatti, è stato esplicitamente promesso il posto di presidente del Consiglio regionale. Una volta ottenuto, il deputato si dimetterebbe dalla Camera, lasciando il posto ai primi esclusi a Roma. Ma qui nasce il problema. Perché il primo della lista è Valerio Cattaneo, il quale non sembra avere alcuna intenzione di andare a Roma a scaldare lo scranno per un paio d’anni abbondanti, aspirando invece a fare l’assessore regionale per cinque. Si passerebbe quindi a Marco Botta (secondo escluso alla Camera), che non ce l'ha fatta in Regione. La posizione di presidente del Consiglio sembra essere ambita anche dal capogruppo uscente di Forza Italia Angelo Burzi.
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