TORINO 24 mar (Però Torino) - Nei giorni immediatamente precedenti l'attentato di cui è stato vittima, Alberto Musy stava trattando con il sindaco di Torino Piero Fassino un suo eventuale ingresso in giunta. Un passaggio dall'opposizione moderata, al governo della città come assessore, insomma. L'insofferenza del primo cittadino nei confronti di Sinistra Ecologia Libertà e quindi dell'ala più a sinistra dell'attuale coalizione di maggioranza, l'aveva infatti spinto ad aprire pesantemente un fronte di trattativa con il terzo Polo (Fli, Udc e Api), raggruppamento per il quale Musy aveva corso l'anno passato come candidato sindaco.
Proprio ieri abbiamo potuto visionare un fitto scambio di sms tra rappresentanti politici di Torino, dai quali emerge la trattativa nei dettagli. Fassino, per concedere il posto da assessore a Musy, naturalmente, pretendeva l'appoggio incondizionato in Consiglio comunale da parte dell'intero Polo centrista.
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Le consultazioni erano in corso e, sia Musy, sia Fassino, sia gli altri rappresentanti di maggioranza e dei centristi, non avevano ancora sciolto tutte le riserve e dato il via libera definitivo all'operazione. In questo quadro di trattative, tra l'altro, Musy aveva anche incontrato Giacomo Portas, leader dei Moderati, il partito formato soprattutto da ex appartenenti al centrodestra delusi, ormai saldamente approdati nel centrosinistra e che alle ultime consultazioni comunali hanno ottenuto a Torino la percentuale "monstre" del 9 per cento, praticamente la metà del Popolo della Libertà, che somma Forza Italia e Alleanza Nazionale. Chiaramente non mancano le voci anche di un possibile abboccamento per il passaggio di Musy proprio ai moderati, ma si tratta esclusivamente di supposizioni, prive di riscontro alcuno.
Nel frattempo le indagini degli inquirenti per scoprire in primo luogo il movente e quindi i responsabili dell'agguato nel corso del quale Musy è stato colpito da tre colpi di pistola che ora lo hanno lasciato tra la vita e la morte, con il timore di danni cerebrali permanenti, proseguono a tutto campo. Anche a Novara, dove il professore insegnava diritto. Ma soprattutto nel suo condominio, in via Barbaroux a Torino. Gli investigatori, infatti, non riescono a dimenticare che Musy non avrebbe dovuto rientrare a casa dopo aver accompagnato le figlie a scuola, ma secondo la routine quotidiana, avrebbe dovuto recarsi immediatamente in studio. E' tornato solo per recuperare l'I-pad che aveva scordato. Ecco perché si rafforza l'ipotesi dello scambio di persona: l'aspirante assassino probabilmente non voleva colpire lui. Le forze dell'ordine stanno sviscerando la vita privata dei vari condòmini e secondo quanto trapela, si starebbe seguendo una pista legata al mondo della droga o dell'usura.












