| Gli impianti olimpici venduti a pezzi |
|
| Scritto da Repubblica |
| Giovedì 02 Dicembre 2010 13:15 |
|
Non erano ladri, però. Tutto ciò che è stato portato via è infatti di proprietà della Fondazione XX Marzo e della società Parcolimpico. E, almeno secondo quanto avrebbe dichiarato il responsabile della "spedizione" ai pragelatesi che gliene chiedevano conto, quel materiale sarebbe stato ceduto, regolarmente venduto da Live Nation, il gruppo americano che tramite la sua branca italiana Set Up si è aggiudicato la gara per gestire nei prossimi trent'anni gli impianti ex olimpici di Torino e delle valli. Venduto (ci sarebbero anche i prezzi pagati, 6 mila euro per ogni cannone, 400 per un materasso) dopo un accordo con la Fisi (la federazione sciistica italiana), che utilizzerà quel materiale quest'inverno in Val Ridanna, piccola enclave altoatesina dove si svolgerà una finale della Coppa Europa di biathlon. Il fatto ha subito provocato la reazione preoccupata del sindaco di Pragelato, Gianni Arolfo, e del suo assessore (ed ex sindaco di Cesana durante il periodo olimpico) Roberto Serra, che ne hanno chiesto conto e ragione a Pier Paolo Maza, della Fondazione XX Marzo. "È uno scandalo che nessuno ci abbia nemmeno informati. Non vorremmo che questo atto significasse la definitiva scelta di abbandonare questi impianti". Maza replica: "Certo è stato un errore che Live Nation non abbia informato i Comuni interessati. Ma non si tratta di una vendita: ci hanno mandato una lettera oggi in cui spiegano che quei beni sono stati dati solo in uso, in affitto, a quella valle altoatesina, dopo un accordo con la Fisi. Qui sarebbero rimasti inutilizzati tutto l'inverno. Ma torneranno". Parole che non tranquillizzano per nulla i valligiani. "È il preludio alla chiusura definitiva degli impianti: del trampolino di Pragelato, ma anche della pista di bob di Cesana - dice Serra - Per le Olimpiadi era stato promesso che nella valle, grazie agli impianti, sarebbe arrivato lavoro e turismo per anni. Solo così io ero riuscito a convincere i miei concittadini a dire sì alla pista di bob. Invece poi non è stato fatto nulla. E adesso inizia, in silenzio, lo smantellamento. Se proprio si dovevano prestare quei materiali non lo si poteva fare con qualche stazione piemontese che ne aveva necessità? In ogni caso non finisce qui: ho intenzione di presentare un ricorso alla Corte dei Conti". |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Dicembre 2010 22:57 |


Caricamento...


