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Marino: «Toro, grande fascino ma nessuna trattativa» Stampa
Scritto da Tuttosport   
Giovedì 18 Novembre 2010 12:55
TORINO, 18 novembre - Intervista a Pierpaolo Marino, l'ex dg del Napoli spesso accostato al Torino. Ma lui assicura: «Nessuna trattativa».

Buon giorno, Pierpaolo Marino. E’ una sorpresa ve­derla ancora senza squa­dra, dopo i successi straor­dinari costruiti a tavolino già soltanto a Napoli e Udi­ne. Senza dimenticare il bel lavoro fatto anche a Pesca­ra, con la Roma, ad Avellino.
«Ma io sono sereno, sto anche scaricando lo stress vissuto per 5 anni a Napoli. Lo ammetto, il voltafaccia di De Laurentiis mi brucia ancora. Ma ho solo 56 anni. E dopo 30 di carriera mi godo un attimo di pausa. Mi diverto a fare il commenta­tore. E osservo da lontano il mio Napoli lassù in classifica: una bella soddisfazione, i dieci undicesimi della squadra ri­salgono alla mia gestione. Ma il lavoro continua anche da fuori: seguo un sacco di partite e quasi ogni giorno i miei cor­rispondenti di mercato, in giro per il mondo, mi inviano se­gnalazioni, dvd. Volendo, sono pronto anche subito a riparti­re. La voglia di rimettermi in gioco è tanta. Ma deve arriva­re la squadra giusta: un buon progetto».

Si parla di Bari, Palermo... Ma anche del Toro.
«Le voci sul Torino le ho senti­te anch’io, ma non c’è nessuna trattativa in corso con Cairo. Deve essere chiara una cosa: non ho certo bisogno di farmi pubblicità, né rilascio intervi­ste per propormi. A queste con­dizioni andiamo avanti».

Promesso.
«Queste voci mi fanno piacere, sono gratificanti. Cairo mi ha fatto più volte tanti compli­menti in privato e in pubblico. Anche di recente, quando ha smentito di essere in trattativa con me. Lo ringrazio. E’ un amico. Nelle sue aziende ha ot­tenuto successi straordinari. E di calcio se ne intende: con lui sono stato tante volte a cena, abbiamo parlato di tantissimi giocatori in questi anni. E lui li conosce tutti».

Accidenti...
«Davvero, lo stimo molto. E poi il blasone del Torino affascina sempre, non potrà mai lasciar­mi indifferente». Dunque accetterebbe an­che la B? «Ho accettato di prendere il Napoli in C, figuratevi se la B mi fa paura. Ho anche vinto di­versi campionati, in B. Dipen­de se ci sono i presupposti cor­retti. Il Toro è come il Napoli: è come se giocasse sempre in Uefa, vista l’importanza della piazza e della storia. E poi con­ta la sfida con se stessi, quella voglia che ti fa dare il massimo in qualsiasi situazione: dalla vittoria dello scudetto nel mio primo Napoli negli Anni 80 fi­no all’anno zero di quando era­vamo in C, poche stagioni fa».Marco Bonetto

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Novembre 2010 14:00
 

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