| Schiaffi e ultrà, lo Juventus Stadium è già messo alla prova | ![]() |
| Scritto da Redazione Però |
| Sabato 24 Settembre 2011 07:50 |
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Viaggia bene, la Juve di Conte, prima in classifica e a distanza di sicurezza dalle possibili rivali in campionato. Il suo stadio invece, è già oggetto di discussioni per alcuni episodi emersi nelle due partite disputate fin qui. Se dal punto di vista della cornice di spettacolo nulla vi è da eccepire - tutto esaurito per le gare con Parma e Bologna è davvero niente male - qualche piccolo intoppo lo fa registare la sorveglianza. Anzitutto il "fatto" successo mercoledì, concernente lo schiaffo di un tifoso a Di Vaio nel parapiglia finale. Ora il filmato è stato registrato dalle telecamere e la Digos della Questura di Torino e' vicina all'identificazione del "tifoso", che rischia ben cinque anni di Daspo. Rimane però la prova secondo cui il calcio e la cultura italiana siano ancora lontani dal metabolizzare completamente un fenomeno, quello degli stadi senza barriere, divenuto ormai norma e regola nei più avanzati paesi europei. Tradotto in pillole: cosa ci dovremo aspettare quando a Torino sbarcherà l'odiata Inter, rivale storica che dopo Calcipoli è divenuta ancora di più un bersaglio? Abbiamo detto dei tifosi, o presunti tali, ma certo i giocatori non aiutano, dato che la rissa finale è scaturita da uno scontro di gioco che ha provocato sobbalzi isterici anche dalle panchine - Bonucci sa farsi valere solo con i cazzotti al momento - e non ha aiutato la gente a creare un clima quantomeno cordiale. Fatto più grave ed allarmante quello appena descritto, rimane ancora un appunto sulla questione curve, pardon Tribune nord e sud: se un intero settore è chiamato "Tribuna Family", per quale bizzarro motivo gli ultrà sono riusciti ad intrufolarvisi dentro e - questo il lato peggiore - a cacciare letteralmente le famiglie spedendole nelle retrovie solo perchè nei posti adiacenti al campo vige l'obbligo di rimanere in piedi e cantare a squarciagola? La Juve spieghi, please. |