TORINO 27 apr (Però Torino) – È polemica in questi giorni sulla possibilità che la Juventus, nel caso vincesse lo scudetto, si possa appuntare la terza stella sulla sua maglia.
Le stellette, tradizionalmente, indicano 10 campionati vinti. E qui sta il punto: è una tradizione, ma non c'è nessun regolamento scritto di Federazione o Lega. Quindi la Juve può anche decidere unilateralmente di conteggiare come validi i due scudetti dell'era Capello (uno revocato, l'altro assegnato all'Inter dopo la retrocessione d'ufficio) e cucirsi sulla maglia la stella del trentesimo scudetto.
"Se la mettono, contenti loro, che lo facciano pure, è inutile commentare", ha detto il capitano dell'Inter Javier Zanetti.
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"Mi pare sia solo una provocazione e penso che quello che ha detto Zanetti ieri sia saggio", ha commentato il presidente dell'Inter Moratti. "E poi bisogna vedere che ne pensa la Figc, credo sia un problema di buon senso. È una cosa che ha poca logica".
Vedremo. Certo, mettere la terza stella sulla maglia per i bianconeri avrebbe un forte valore simbolico. Vorrebbe dire rifiutare apertamente la validità delle sentenze di Calciopoli. Ma d'altronde, da quando Andrea Agnelli è presidente del club, la società bianconera ha sempre dimostrato di essere molto critica nei confronti di come è stata gestita la vicenda, soprattutto dal punto di vista sportivo. Per la gioia dei tifosi più oltranzisti.
Inoltre creerebbe un precedente. Altre squadre potrebbero seguire l'esempio. Il Toro, cui è stato ugualmente revocato uno scudetto, potrebbe reclamare la stella in virtù di qualche altro campionato un po' dubbio. Oppure il Genoa, che già si trova a nove tornei nazionali vinti, potrebbe andare a rovistare nella memoria degli anni '20 e trovare qualche secondo posto un po' forzato.
Comunque vada, la decisione che si prenderà scatenerà polemiche.
