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Calciomercato

TORINO, 17 agosto - Quando si tratta di giovani talenti, la Juventus non si fa trovare impreparata: li segue con interesse per cogliere l’occasione e portarli a Torino. E’ questo anche il caso del baby dell’Anderlecht, Romelu Lukaku, un bomber di 17 anni che è stato paragonato a Didier Drogba e a Emmanuel Adebayor. Due esempi pesanti, ma del resto il ragazzo viene considerato una vera forza della natura dal punto di vista fisico. Agile e veloce, ha ottime qualità tecniche e sa muoversi bene in area di rigore, ha un tiro potente ed è un buon colpitore di testa, qualità che gli hanno permesso di diventare il più giovane capocannoniere del campionato belga (15 gol in 28 partite). Un giocatore che ha ampi margini di crescita e che ha già suscitato l’interesse di mezza Europa. Il suo nome è stato uno dei più gettonati, venendo associato a numerosi club, come Real Madrid, Arsenal, Milan e Juventus, alla ricerca di un campioncino da far crescere al fianco di Alessandro Del Piero e David Trezeguet.

ONEROSO - L’unica controindicazione resta il prezzo, ritenuto troppo alto. Il club di Bruxelles chiede infatti 15 milioni di euro, un record per un diciassettenne considerando che quando Pato è approdato al Milan aveva 18 anni ed è stato pagato 22 milioni. Comunque, il problema per ora non si pone perché Lukako, di origine congolese ma nato in Belgio dove ha già debuttato anche nella nazionale maggiore, ha fatto sapere di voler restare ancora un anno all’Anderlecht per terminare gli studi e raggiungere la maggiore età. Secondo la stampa spagnola, in pole position nei sogni del giovane attaccante c’è il Real Madrid e, nell’estate 2011, potrebbe coronare il desiderio di vestire la camiseta blanca. A meno che la Juventus non riesca a inserirsi...

SULLA FASCIA - Da un sogno fantastico ma poco abbordabile all’idea del terzino destro. Gli osservatori bianconeri hanno scandagliato l’Europa per cercare un giovane difensore che potesse crescere come gregario di Marco Motta sulla corsia destra. E l’attenzione si è posata su uno spagnolo di 19 anni, Hugo Mallo, che gioca nel Celta Vigo, squadra nella Liga di B. Giovedì c’era anche uno 007 juventino sugli spalti dello stadio Angel Carro di Vigo per assistere all’amichevole fra i biancocelesti ed il Club Deportivo Lugo. Dai resoconti dell’osservatore, tuttavia, pare che Mallo non abbia pienamente convinto. L’operazione, a questo punto, resta in stand by in attesa di capire se il difensore può essere l’uomo giusto, anche perché Beppe Marotta e Fabio Paratici non avrebbero problemi a chiudere l’affare in tempi brevissimi e a un prezzo accessibile, tra 800 mila e un milione di euro. Sempre a Vigo, sono stati seguiti con attenzione anche l’altro terzino, il 22enne Victor Fernandez, e l’attaccante Alex Lopez.Marina Salvetti

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Torino, il nome nuovo è il francese Frau

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TORINO, 14 agosto - Il Torino non batte chiodo, mentre domani inizia ufficialmente la propria stagione agonistica con il primo appuntamento in coppa Italia. Avversario il Cosenza di Lega Pro, allenato da Stringara (formalmente il primo allena tore esonerato da Cairo: era il tecnico granata dei Lodisti che riedificarono il club dopo il fallimento) e capitanato da Stefano Fiore, una delle tante meteore illustri collezionate nel quinquennale nuovo corso. Una gara dall’importanza relativa: quel che conta è il campionato. Però un debutto è sempre delicato, vieppiù nell’aria che si respira a Torino. Un passo falso darebbe man forte ai contestatori del presidente e comunque acuirebbe scoramenti ormai perenni e preoccupazioni contingenti in tutto l’ambiente, visto che tra nove giorni la squadra di Lerda sarà chiamata all’esordio in campionato contro il Varese (sempre in casa). Scoramenti e preoccupazioni per niente in giustificati. Il conto alla rovescia è ormai partito e in questi giorni a cavallo di Ferragosto la società granata sta rischiando di perdere uno a uno molti degli obiettivi dichiarati e a lungo inseguiti per completare l’organico, ancora largamente inadeguato. Non fossero situazioni già viste e riviste e infine patite, sarebbe logico sostenere la pazienza, ma già troppe volte l’incompiutezza del mercato è costata carissima. I tifosi, insomma, hanno ragione a pretendere.

LA PROMESSA - Purtroppo Petrachi ha soltanto sfiorato il capolavoro: Di Michele al Lecce, Sgrigna al Torino con il sacrificio di Abbruscato al Vicenza. Ancora una volta le pastoie economiche-contrattuali, nelle quali il club si è in filato da sé, hanno fatto saltare tutto. Ieri il ds è tornato all’assalto del Vicenza per Sgrigna, la promessa è stata quella di riparlarne dopo Ferragosto: il problema è che nel frattempo il Lecce ha scavalcato il Torino e potrebbe chiudere l’ingaggio di Sgrigna. Un quadro assurdo, in ottica Toro, visto quanto sarebbe importante liberarsi di Di Michele! Non va meglio per Milanetto. La distanza tra domanda e offerte permane incolmabile. Così il club è tornato a bussare al Siena, per Genevier, nel tentativo di aprire una trattativa che sarebbe comunque difficile. Ci sono poi le suddette pastoie economiche-contrattuali a intralciare il passaggio di Rivalta al Piacenza (la qual cosa almeno libererebbe l’arrivo di D’Aiello) e lo scambio con la Reggina tra Massimo Loviso e Giacomo Tedesco.

IL FAX DI GABIONETTA - Probabilmente, in questo momento, il giocatore più vicino al Torino resta, per assurdo, Denilson Gabionetta. Per assurdo perché da fonti riservate della Fifa si viene a sapere che l’organismo chiamato a dirimere la controversia tra Crotone e Hortolandia, in merito alla proprietà del giocatore, ha in effetti ottenuto tutta la documentazione necessaria a esprimere un giudizio, però i tempi necessari a prenderlo, tale giudizio, restano indefiniti. Un bel guaio, calcolando che Gabionetta è la prima scelta per rimpolpare il ridotto parco esterni e che proprio dotare Lerda di tali elementi è considerata l’urgenza assoluta.

OCCHIO A BELLAZZINI - Così il Toro è giocoforza costretto a guardarsi intorno, per scovare alternative. Nel panorama delle alternative per gli esterni alti, nel Torino si è riparlato persino di Franck Dja Djedje, ivoriano di passaporto francese che a giugno era stato offerto a Petrachi e che ora si è accasato all’Arles-Avignon. Un pensiero, anche perché è proprio in Francia che i granata potrebbero trovare una soluzione valida per l’attacco: un giocatore rapido, col piede educato, che gioca sia a destra sia a sinistra. E’ Pierre Alain Frau del Lille, classe 1980. Il giocatore vorrebbe fortemente vivere l’esperienza italiana ed è già stato accostato al Bologna: l’ipotesi del prestito è possibile, ma attraverso un prolungamento visto che è in scadenza 2011. Tuttavia l’alternativa più forte a Gabionetta potrebbe essere Tommaso Bellazzini, esterno offensivo mancino che gradirebbe la destinazione ma che il Cittadella non vuole assolutamente perdere.
Alberto Manassero

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Papa Waigo: «Sono pronto a sposare il Torino»

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TORINO, 13 agosto - Giornata difficile, tesa quella vissuta ieri dal Torino sul mercato. Ma, come (quasi) sempre capita anche nelle situazioni più complesse, s’è aperto uno spiraglio, una piccola luce destinata, perché no, a illuminare da qui a qualche giorno la casella relativa agli acquisti granata. Il trasferimento di Di Michele al Lecce, con Abbruscato usato come pedina di scambio con il Vicenza per arrivare a Sgrigna, si è bloccato. I salentini vogliono contribuire solo per un terzo all’ingaggio del giocatore, lasciando gli altri due terzi, pari a circa 500 mila euro, sulle spalle di Cairo. Troppo per il Torino. Se a questo si aggiunge che il caso Gabionetta non è ancora risolto perché la Fifa tarda a dare un parere sul contenzioso riguardante il contratto del giocatore brasiliano e che per Milanetto ci sono difficoltà legate all’ingaggio, si può capire che ieri sera Petrachi non fosse al settimo cielo.

L’IDEA - Come si diceva però, anche in una giornata interlocutoria, di fatto deludente come quella di ieri c’è da registrare una flebile speranza: passare dall’ipotesi all’idea alla trattativa per un giocatore nell’estate scorsa già nei piani della società: Papa Waigo. La maniera migliore per introdurre la questione è attraverso le parole dello stesso attaccante della Fiorentina: «Io a Torino? Perché no, anzi proprio volentieri - dice il senegalese -. La B non sarebbe un problema, se guardo al progetto quello granata è convincente». Un paio di numeri per capire che l’affare è fattibile. Papa Waigo ha il contratto in scadenza nel 2011 e ha uno stipendio che si aggira sui 550-600 mila euro annui. Tanti, certo, ma la Fiorentina, esattamente come fa il Torino nel caso di Di Michele, potrebbe agevolare la trattativa contribuendo all’ingaggio.

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TORINO, 11 agosto - Edin Dzeko non si rassegna. Nonostante la blindatura del Wolfsburg, che sta trattando Diego con la Juventus ma ha fatto sapere al club bianconero di non voler inserire nell’operazione il suo bomber, il bosniaco spera ancora di poter lasciare la Germania e approdare a Torino. E continua la sua opera di pressing sul direttore generale del Wolfsburg, Dieter Hoeness, affinché mantenga la promessa dell’anno scorso, quando c’era il Milan a corteggiarlo, di lasciarlo andare via quest’estate.

ALLA CARICA - E’ difficile però che il dirigente tedesco ammorbidisca la sua posizione, anche se a giorni tornerà alla carica pure il procuratore di Dzeko, Irfan Redzepagic. Sarà un fuoco di fila ai fianchi di Hoeness: nel mercato non si dà mai nulla di scontato, ma in questo caso appaiono davvero scarse le possibilità per il bomber dalla media gol impressionante di vestire la maglia bianconera.

IL TOGOLESE - Dzeko sarebbe la scelta giusta per il gioco di Del Neri, ma Beppe Marotta sta già pensando alle alternative dopo aver incassato il no di Hoeness. Così sono in crescita le quotazioni di Emmanuel Adebayor, il bomber del Manchester City che Roberto Mancini ha scaricato: il giocatore togolese, finito sulla lista dei partenti, ha già strizzato l’occhio alla Juventus, una destinazione che gli sarebbe molto gradita. L’attaccante ha dalla sua un costo più abbordabile rispetto a Dzeko e vanta già una notevole esperienza europea. Il fatto poi che il Manchester lo abbia messo sul mercato potrebbe facilitare l’operazione.

IL DORIANO - Ma esiste anche una seconda soluzione, tutta italiana, che risponde al nome di Giampaolo Pazzini, un bomber che Del Neri conosce molto bene avendolo allenato lo scorso anno alla Sampdoria.

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna di Tuttosport

 

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TORINO, 7 agosto -  Lo stallo di merca­to non accenna a finire. Sin­ceramente, quando ieri po­meriggio, venerdì pomerig­gio, la testa di Petrachi è spuntata dal sottopassaggio della Sisport, un pizzico di depressione ha colto anche i più ottimisti. D’altronde, questi sono i ritmi di un mer­cato lungo che più lungo non si può. Si allungano anche i week-end, specie in avvio di agosto. Alla fine sarà tutt’al­tra musica.
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