TORINO, 14 agosto - Il Torino non batte chiodo, mentre domani inizia ufficialmente la propria stagione agonistica con il primo appuntamento in coppa Italia. Avversario il Cosenza di Lega Pro, allenato da Stringara (formalmente il primo allena tore esonerato da Cairo: era il tecnico granata dei Lodisti che riedificarono il club dopo il fallimento) e capitanato da Stefano Fiore, una delle tante meteore illustri collezionate nel quinquennale nuovo corso. Una gara dall’importanza relativa: quel che conta è il campionato. Però un debutto è sempre delicato, vieppiù nell’aria che si respira a Torino. Un passo falso darebbe man forte ai contestatori del presidente e comunque acuirebbe scoramenti ormai perenni e preoccupazioni contingenti in tutto l’ambiente, visto che tra nove giorni la squadra di Lerda sarà chiamata all’esordio in campionato contro il Varese (sempre in casa). Scoramenti e preoccupazioni per niente in giustificati. Il conto alla rovescia è ormai partito e in questi giorni a cavallo di Ferragosto la società granata sta rischiando di perdere uno a uno molti degli obiettivi dichiarati e a lungo inseguiti per completare l’organico, ancora largamente inadeguato. Non fossero situazioni già viste e riviste e infine patite, sarebbe logico sostenere la pazienza, ma già troppe volte l’incompiutezza del mercato è costata carissima. I tifosi, insomma, hanno ragione a pretendere.
LA PROMESSA - Purtroppo Petrachi ha soltanto sfiorato il capolavoro: Di Michele al Lecce, Sgrigna al Torino con il sacrificio di Abbruscato al Vicenza. Ancora una volta le pastoie economiche-contrattuali, nelle quali il club si è in filato da sé, hanno fatto saltare tutto. Ieri il ds è tornato all’assalto del Vicenza per Sgrigna, la promessa è stata quella di riparlarne dopo Ferragosto: il problema è che nel frattempo il Lecce ha scavalcato il Torino e potrebbe chiudere l’ingaggio di Sgrigna. Un quadro assurdo, in ottica Toro, visto quanto sarebbe importante liberarsi di Di Michele! Non va meglio per Milanetto. La distanza tra domanda e offerte permane incolmabile. Così il club è tornato a bussare al Siena, per Genevier, nel tentativo di aprire una trattativa che sarebbe comunque difficile. Ci sono poi le suddette pastoie economiche-contrattuali a intralciare il passaggio di Rivalta al Piacenza (la qual cosa almeno libererebbe l’arrivo di D’Aiello) e lo scambio con la Reggina tra Massimo Loviso e Giacomo Tedesco.
IL FAX DI GABIONETTA - Probabilmente, in questo momento, il giocatore più vicino al Torino resta, per assurdo, Denilson Gabionetta. Per assurdo perché da fonti riservate della Fifa si viene a sapere che l’organismo chiamato a dirimere la controversia tra Crotone e Hortolandia, in merito alla proprietà del giocatore, ha in effetti ottenuto tutta la documentazione necessaria a esprimere un giudizio, però i tempi necessari a prenderlo, tale giudizio, restano indefiniti. Un bel guaio, calcolando che Gabionetta è la prima scelta per rimpolpare il ridotto parco esterni e che proprio dotare Lerda di tali elementi è considerata l’urgenza assoluta.
OCCHIO A BELLAZZINI - Così il Toro è giocoforza costretto a guardarsi intorno, per scovare alternative. Nel panorama delle alternative per gli esterni alti, nel Torino si è riparlato persino di Franck Dja Djedje, ivoriano di passaporto francese che a giugno era stato offerto a Petrachi e che ora si è accasato all’Arles-Avignon. Un pensiero, anche perché è proprio in Francia che i granata potrebbero trovare una soluzione valida per l’attacco: un giocatore rapido, col piede educato, che gioca sia a destra sia a sinistra. E’ Pierre Alain Frau del Lille, classe 1980. Il giocatore vorrebbe fortemente vivere l’esperienza italiana ed è già stato accostato al Bologna: l’ipotesi del prestito è possibile, ma attraverso un prolungamento visto che è in scadenza 2011. Tuttavia l’alternativa più forte a Gabionetta potrebbe essere Tommaso Bellazzini, esterno offensivo mancino che gradirebbe la destinazione ma che il Cittadella non vuole assolutamente perdere.
Alberto Manassero