Juventus, difficile far gol in Europa
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- Categoria: Juventus
- Pubblicato Sabato, 27 Ottobre 2012 17:29
- Scritto da Mario Bocchio
TORINO 27 ott (Però Torino) - La Juventus può contare sul miglior attacco del campionato italiano: 19 gol, con ben 12 realizzatori diversi. Tanto che il Dg Marotta si è più volte lasciato andare parlando di "Top Team, dove tutti i giocatori sono piccoli Top Player".
Ma la vecchia Signora, forse perché si era disabituata per via degli anni di assenza, fa fatica in Europa, dove pure ha cercato di imporre il suo modello. Ha realizzato quattro gol nelle prime tre partite (due a Londra contro il Chelsea, uno in casa per il pareggio contro lo Shakhtar di Lucescu e uno a Copenaghen martedì scorso), con altrettanti giocatori a segno.
Sono in tanti ad aver giudicato questi attaccanti bianconeri non idonei ad un palcoscenico come la Champions League, e il solo Mirko Vucinic parrebbe essere il più esperto per queste sfide: lo ha dimostrato raddrizzando la sfida contro il modesto Nordsjaelland.
Quagliarella è risultato determinante solo a Stamford Bridge contro i Blues, e alla vigilia della sfida in Danimarca, dalla tribuna dove Conte lo ha relegato, si era addirittura reso protagonista di una affermazione: "Mi piacerebbe essere allenato da Zeman!".
Sì, avete capito bene, proprio dal "nemico" numero uno della Juventus. Ma poi, quasi subito, aveva corretto il tiro (o forse glielo hanno fatto correggere): "Ho risposto come credo avrebbe fatto qualsiasi altro attaccante, perché è un allenatore che pratica un gioco molto offensivo che permette a tutti gli 'avanti' di mettersi in luce".
Non hanno convinto Giovinco e Matri, schierati insieme martedì sera, anche se il primo ha più volte cercato di offendere, ma l'errore a porta praticamente aperta, ha compromesso la globalità del suo rendimento.
Rimane poi Bendtner, il ghost player, che ha praticamente quasi mai giocato. Ma allora, perché è stato inserito in organico? Forse per riempire la casella che rimaneva vuota nella "rosa".
Ma se l'attacco piange, il centrocampo non ride: Marchisio e Vidal in questo momento non sembrano essere al massimo della forma e l'intera manovra risulta quindi essere compromessa. Proprio perché l elemento fondamentale per le squadre allenate da Conte sono proprio gli inserimenti dalle retrovie.
Mario Bocchio
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