Juventus: 'Cambiare il sistema calcio'
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- Categoria: Juventus
- Pubblicato Lunedì, 29 Ottobre 2012 18:02
- Scritto da Mario Bocchio
TORINO 29 ott (Però Torino) - L'assemblea degli azionisti della Juventus è stata l'occasione sfruttata da Andrea Agnelli per entrare a "gamba tesa" sul sistema-calcio in Italia.
"In 24 mesi abbiamo bruciato le tappe, anche se lo scudetto vinto non ci deve far dimenticare il nostro mandato: vincere mantenendo un equilibrio finanziario che dia prospettive", così ha esordito.
"La Juventus ha sempre promosso i principali cambiamenti nel mondo del calcio. Non intendiamo sottrarci a questa missione. Bisogna cambiare il calcio italiano e posizionarlo a livello europeo. Il mondo del calcio si sta evolvendo, ma non aspetterà l'Italia. Questa è una presunzione mortale", il primo passo dell'affondo.
Quindi la richiesta: "Riforma dei campionati, del numero delle squadre professionistiche e del settore giovanile, riforma dello status del professionista sportivo, ora regolato da una legge del 1981, riforma della legge Melandri, senza tornare alla contrattazione individuale ma per una migliore applicazione dei principi da essa stabiliti".
Per Agnelli la giustizia sportiva poi, "non può trattare investimenti da milioni di euro come le dispute di un piccolo circolo sportivo".
Inevitabilmente, com'è naturale nel contesto di una rivalità particolarmente accesa tra i due sodalizi (tutto iniziò con quel gol annullato a Turone in Juve-Roma del 1981), dalla Capitale è subito giunta la stoccata di Zdenek Zeman.
"Il calcio italiano, secondo Andrea Agnelli, sta vivendo un declino rapidissimo? Penso abbia ragione, ci vogliono delle riforme, bisogna migliorare. Poi il discorso è che lo dicono tutti, mentre un altro discorso è che gli Agnelli hanno avuto il calcio in mano per 20 anni e ci stava tutto il tempo per fare delle migliorie", è il succo della replica del tecnico boemo, che emerge dalla solita coltre di fumo dell'ennesima sigaretta.
Allora, proprio quando nacque lo scontro tra la Roma del presidente Dino Viola e la Vecchia Signora, c'era soprattutto l'Avvocato. E il calcio e la Juve di Gianni Agnelli non erano certamente come quelli di oggi. E sono in tanti a domandarsi se, ancora vivo e vegeto, lo stesso Avvocato avrebbe permesso il deflagrare della cosiddetta calciopoli, che ha portato addirittura alla retrocessione a tavolino della Juve.
Gianni Agnelli, per la sua capacità di penetrare nel Palazzo del calcio italiano, non era nemmeno paragonabile a suo fratello, il Dottore Umberto, e loro due non hanno mai più trovato similitudini nel prosieguo della dinastia. Non ce ne vogliano certamente gli attuali eredi.
Tuttavia per Zeman i bianconeri restano la squadra da battere: "Penso che la Juventus sia in testa con merito, ha fatto sicuramente meglio delle altre. Il Napoli ha tenuto il passo fino allo scontro diretto, intanto si giocano altre 19 partite, bisogna vedere come ci si arriva dopo".
"La Juve è la squadra più continua - ha concluso Zeman -, il Napoli ha fatto bene e la Lazio continua a inanellare buoni risultati. Il Milan rispetto all'anno scorso è una squadra diversa, ma come comportamento in campo per me ha fatto bene come l'anno scorso, solo che aveva gente che realizzava e quest'anno non c'è più. Ma come supremazia di gioco fa come l'anno scorso ed ha la possibilità di recuperare il disavanzo".
Ritornando all'assemblea dei soci della Juve, non passa inosservato il nuovo Cda, in cui sono entrati Assia Grazioli-Venier, 32 anni, che ha creato Flypaper, società che si occupa di management musicale e di gestione dei media digitali; Paolo Garimberti, 69 anni, presidente dello Juventus Museum; Maurizio Arrivabene, 55 anni, dirigente di peso della Philip Morris International; Enrico Vellano, 45 anni, direttore finanziario di Exor; e Giulia Bongiorno, 46 anni, avvocato e parlamentare. Quest'ultima è diventata famosa per aver difeso Giulio Andreotti nel processo per mafia e Raffaele Sollecito, prosciolto dall'accusa di aver ucciso, insieme ad Amanda Knox, la studentessa inglese Meredith in quello che ormai è conosciuto come il delitto di Perugia; politicamente, è una delle poche persone che sono ancora vicine a Gianfranco Fini.
Ma soprattutto la Bongiorno è colei che ha patrocinato il tecnico bianconero Antonio Conte, per fatti che si riferiscono a quando allenava il Siena, nell'ultimo processo sportivo legato ai tentativi di taroccare le partite. E' stata questa entrata la riconoscenza da parte della Juve?
E' la Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli, l'azionista di maggioranza della Juve. Ma i tempi dell'Avvocato, sono proprio lontani. Oggi si guarda al centesimo, e certi grossi nomi non giungono più a Torino, in più si lasciano andare via (o si cacciano?) giocatori-simbolo come Alex Del Piero, mentre allora, la sottile ironia di Gianni Agnelli apriva la strada ai suoi clamorosi colpi di mercato. Michel Platini su tutti.
Mario Bocchio
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