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Il pieno di gente per una buona causa: Real Madrid-Juve 2-1

DavidsZidaneTORINO 10 giu (Però Torino) - Le vecchie glorie della Juve hanno sfidato le vecchie glorie del Real Madrid ieri allo stadio Bernabeu nell'ambito dell'edizione benefica 2013 di Corazón Classic Match 2013 Veracruz.

L'intero incasso infatti è stato devoluto alla Croce Rossa Spagnola Exito Escolar, che garantirà borse di studio a ragazzi che si trovano in difficoltà economica.
"Oggi abbiamo vissuto un autentico duello tra Real Madrid e Juventus - ha commentato il presidente madridista Fiorentino Perez-, è stato un piacere calcistico e un incontro tra due storiche amiche. Ci tengo particolarmente a ringraziare questo club amico per la collaborazione. La Juve è una delle società più ammirate, sinonimo di grandezza, tradizione ed orgoglio".
Il pubblico spagnolo ha avuto la possibilità di ammirare alcuni tra i più grandi campioni che hanno vestito queste due maglie. Con due doppi ex di eccezione, Zinedine Zidane (che ha giocato nella Juve dal 1996 al 2001 e nel Real dal 2001 al 2006) e Fabio Cannavaro (bianconero dal 2004 al 2006, blanco dal 2006 al 2009, per poi difendere ancora i colori juventini nella stagione 2009-'10) e una serie di nomi, appunto, da leggenda, a partire da Emilio Butragueño, "El Buitre", uno dei principali attori in quello che divenne famoso come il "miedo escenico" del Bernabeu, tradotto in "la paura del palcoscenico", ideale per le grandi rimonte nei mercoledì delle Coppe europee. "L'Avvoltoio" ha poi anticipato quello che per ora rimane l'ultimo prodotto del vivaio madridista diventato una leggenda, Raúl González Blanco.VecchieGlorie
Hanno vinto le Merengues 2-1, grazie ai gol di Luis Figo e Perez, mentre per i bianconeri è andato in rete Paolo Montero.
La partita è stata molto combattuta e sia gli ex calciatori in campo che gli spettatori hanno gradito lo spettacolo. Cannavaro e Zidane hanno giocato un tempo per squadra avendo militato, come detto, in entrambi i club.
E a proposito del portoghese Figo: la Juventus lo aveva quasi preso prima che finisse al Barcellona, dopo la nota vicenda della doppia firma.
La Juve è stata assemblata sulla falsariga dello squadrone che con Marcello Lippi centrò la finale della Champions nel 2003, perdendola ai rigori con il Milan; Ferrara, Birindelli, Tudor, Montero hanno costituito la difesa (mancava Mark Iuliano), poi sono scesi in campo Edgar Davids e Pavel Nedved, che in quel maggio del 2003 ricevette un'ammonizione maledetta che gli fece saltare la finale, il suo più grande rimpianto.
Della generazione precedente, quella della Champions League conquistata a Roma contro l'Ajax, si sono rivisti Sergio Porrini, Paulo Sousa, Jugovic che calciò il rigore decisivo contro gli olandesi all'Olimpico di Roma, e Fabrizio Ravanelli che racchiude in pieno quel primo ciclo di successi.
Il nome che invece ha dato continuità con il passato più remoto è stato quello di Massimo Mauro: la Juventus lo comprò 23 enne dall'Udinese per farne l'erede addirittura di Michel Platini, ma in quattro stagioni il calabrese segnò solo 3 gol in campionato e andò poi a Napoli senza troppi rimpianti. Era però in campo quando i bianconeri di Rino Marchesi furono eliminati dal Real Madrid nella Coppa dei Campioni 1986-'87. Erano gli ottavi di finale: in Spagna il Real si impose 1-0 con rete proprio di Butragueño, mentre a Torino furono fatali i calci di rigore sbagliati da Brio, Manfredonia e Favero, dopo che Cabrini aveva riequilibrato il risultato del Bernabeu.
La partita che però tutti ricordano con grande entusiasmo, in casa bianconera, è la semifinale della Champions 2002-'03: il Real Madrid aveva vinto 2-1 in casa (Ronaldo, Trezeguet e Roberto Carlos), ma al Delle Alpi fu 3-1, con le reti di Trezeguet, Del Piero e Nedved e quella inutile, nel finale, di Zidane.RealJuve
Fu un successo che lenì la cocente delusione per la sconfitta di Amsterdam nella finale del 1998, quando il Real di Jupp Heynckes e di Panucci, a dire il vero presentatosi in campo con lo sfavore del pronostico, riuscì a conquistare la sua settima coppa dalle grandi orecchie grazie al gol di Mijatović.
Quanti ricordi dunque in una sfida che rappresenta buona parte della storia del calcio. Ecco perché, anche se si è trattato di un incontro tra vecchie glorie, molte delle quali l'incedere del tempo ha anche modificato fisicamente, è valsa la pena riprovare l'emozione del tempo che fu.

Real Madrid: Buyo, Chendo, Roberto Carlos, Fernando Sanz, Hierro, Helguera, Redondo, Zidane, Amavisca, Figo e Morientes. Hanno poi giocato: Contreras, Illgner, Rojas, Pavón, Cannavaro, Sabido, Iván Pérez, Butragueño, Dani, Martín Vázquez, Karembeu e Velasco.

Juventus: Tacconi, Ferrara, Torricelli, Montero, Cannavaro, Edgar Davis, Paulo Sousa, Salihamidzic, Birindelli, Nedved e Ravanelli. Hanno poi giocato: Peruzzi, Porrini, Padovano, Mirkovic, Jugovic, Zidane, Massimo Mauro, Giannichedda, Igor Tudor e Amoruso.

Le reti: Figo (Rm) al 6', Montero (J) al 67' e Iván Pérez (Rm) al 72'.

Mario Bocchio

 

Le fotografie sono tratte dal  sito ufficiale del Real Madrid

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