Conte propone le primarie per scegliere la linea italiana sull’Ucraina

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Giuseppe Conte annuncia un cambio di passo nella linea del suo movimento sull’Ucraina: dopo aver sostenuto gli aiuti militari iniziali, ora preferisce interrompere nuovi invii per spingere verso una trattativa internazionale. La scelta, spiegata in un’intervista al quotidiano, riguarda non solo la politica estera ma potrebbe ridefinire l’asse del campo progressista in vista delle primarie.

Il leader del Movimento 5 Stelle dice che la prima partecipazione italiana agli aiuti armati fu dettata dall’esistenza di una netta squilibrio militare con la Russia; tuttavia, secondo Conte, ulteriori consegne non sono più desiderabili: servirebbe invece una forte accelerazione diplomatica per ottenere condizioni che tutelino gli interessi di Kiev senza proseguire l’escalation bellica.

Conte chiarisce che il tema sarà risolto alle primarie del centrosinistra: «Saranno gli elettori a decidere», afferma, definendo però in anticipo alcuni punti che considera imprescindibili. Se dovesse tornare a Palazzo Chigi, promette di portare in sede europea una proposta negoziale che “salvaguardi” l’Ucraina pur privilegiando una strada politica alla continuità degli invii militari.

Quali sono i nodi non negoziabili

Prima della consultazione interna, spiega, il suo movimento fisserà alcune condizioni che non potranno essere superate. Tra queste compare una netta preferenza per soluzioni comuni a livello europeo, insieme al rifiuto di un ritorno a logiche di riarmo nazionale e a un’economia di guerra.

  • a una difesa condivisa a livello europeo;
  • No al riarmo dei singoli Stati e ad una conversione dell’economia in chiave bellica;
  • Priorità a percorsi diplomatici per ottenere garanzie concrete a favore di Kiev;
  • Decisione finale sulle forniture militari rinviata alla volontà degli elettori nelle primarie.

La proposta di Conte si inserisce in un dibattito più ampio nel centrosinistra, dove convivono visioni diverse su come coniugare solidarietà internazionale e rischio di escalation. La scelta di puntare sulle primarie mira a trasformare una frattura interna in un momento di legittimazione pubblica.

Altre posizioni: immigrazione, ordine pubblico e infrastrutture

Sull’emergenza a Ceuta, Conte definisce «inaccettabile e inutile» la decisione del governo di sospendere Schengen nei confronti della Spagna, un provvedimento che — secondo lui — non risolve le cause profonde dei flussi migratori e aggrava i rapporti con un paese alleato.

Riguardo agli scontri legati al movimento No Tav in Val di Susa ha subito condannato la violenza, sottolineando che la sicurezza non può essere lasciata esclusivamente all’azione della destra, «proprio mentre su quel terreno la destra mostra difficoltà», ha osservato.

Sul progetto della linea ferroviaria Torino‑Lione Conte porta alla luce anche un altro punto pratico: il tracciato risale a scelte e studi degli anni Ottanta e, oggi, va ripensato alla luce di costi, impatti ambientali e utilità nel 2026. «È il momento di chiedersi se è ancora necessario così com’è stato concepito», conclude.

Queste dichiarazioni non sono solo affermazioni programmatiche: hanno conseguenze tangibili sul dialogo con i partner europei, sulla strategia italiana in sede NATO e sulla capacità del centrosinistra di presentarsi unito alle prossime consultazioni. In particolare, la proposta di un approccio negoziale all’Ucraina potrebbe spostare la discussione su temi di geopolitica europea e sull’organizzazione della difesa comune.

Nel breve termine, restano da valutare due elementi pratici: la reazione dei partner europei alle richieste di Conte e l’esito delle primarie, che decideranno se la sua linea diventerà il programma ufficiale del campo progressista.

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