Sanità in Gallura a rischio: Cgil annuncia sciopero dopo vertice con Todde

La vertenza sulla sanità in Gallura si è riaccesa dopo l’incontro di oggi tra i sindacati e la presidente della Regione: la CGIL Funzione Pubblica conferma lo stato di agitazione e convoca assemblee del personale all’Asl di Olbia. Le tensioni riguardano in particolare la gestione dei posti letto e la mancanza di atti organizzativi aggiornati, con possibili ripercussioni sul servizio ai cittadini.

I responsabili sindacali locali — Paolo Dettori, Jessica Cardia e Danilo Deiana — hanno siglato una nota con cui annunciano le prossime assemblee e ribadiscono la decisione di proseguire la procedura di mobilitazione, dopo esito negativo della fase di raffreddamento dei conflitti.

I rappresentanti della Cgil hanno chiesto conto alla Regione di ritardi e mancate risposte su diversi fronti: la possibile riduzione di posti per pazienti acuti legata all’apertura delle cosiddette “ospedali di comunità”, l’assenza di un confronto istituzionale nonostante ripetute richieste, e la carenza di documenti aziendali che definiscano mission e obiettivi delle strutture sanitarie del territorio.

  • Rischio chiusura posti letto per acuti collegato alla riorganizzazione verso strutture territoriali
  • Mancato dialogo tra Regione, direzioni aziendali e parti sociali
  • Inerzia politica percepita rispetto al deterioramento dei servizi sanitari nella Gallura e nel Nord Sardegna
  • Assenza di atti aziendali aggiornati per l’Asl di Olbia e le altre aziende sanitarie

Alla conferenza la presidente della Regione, Alessandra Todde, ha escluso che l’apertura degli ospedali di comunità comporterà il depotenziamento degli organici dedicati all’assistenza acuta, negando pertanto uno spostamento di medici e infermieri. Todde ha inoltre annunciato l’intenzione di potenziare le prestazioni oncologiche al Mater Olbia.

Il confronto, tuttavia, non si è chiuso senza scambi critici: i sindacati hanno chiesto garanzie concrete e numeri certi sulle dotazioni di posti letto e personale, sollecitando tempi e modalità precise per gli incontri territoriali promessi dalla Regione.

Gianni Addis, presidente della Conferenza Socio-Sanitaria Territoriale della Gallura, ha definito significativa la presenza della governatrice perché ha permesso ai sindaci di esporre direttamente i problemi locali. Addis ha annunciato l’avvio di un percorso più partecipato, con un ruolo maggiore dei primi cittadini nella stesura del nuovo Atto Aziendale, strumento che dovrà chiarire funzioni e priorità delle strutture sanitarie del territorio.

Implicazioni pratiche per i cittadini: la prosecuzione dello stato di agitazione può tradursi in scioperi e riduzioni di attività, mentre resta aperta la partita sulle risorse umane e sull’organizzazione ospedaliera. Serviranno verifiche sul campo per capire se le rassicurazioni della Regione si trasformeranno in atti concreti.

Per ora, le parti si danno appuntamento ai prossimi incontri territoriali: i passi successivi determineranno se la trattativa potrà disinnescare lo scontro o se la mobilitazione proseguirà con conseguenze tangibili sui servizi sanitari dell’isola.

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