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Le ondate di calore sempre più intense mettono in crisi il modo in cui viene gestato il territorio sardo: da qui la richiesta di Confagricoltura Sardegna perché pubblico e privato si confrontino subito su misure pratiche per ridurre il rischio di incendi e sostenere le imprese agricole. La posta in gioco è alta per la sicurezza, la qualità dell’aria e la redditività delle aziende rurali.
Un paradosso normativo che aumenta il rischio
Secondo il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, esiste un contrasto tra gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni e la pratica applicazione dei sussidi: mentre la Commissione europea valorizza i boschi come strumenti di mitigazione climatica, molti ettari nelle zone interne dell’isola risultano esclusi dalle misure di sostegno. Il risultato pratico è che molte superfici vengono progressivamente trascurate.
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Il mancato incentivo al mantenimento del pascolo e alla gestione delle aree cespugliate spinge gli agricoltori ad allontanarsi da quei terreni che, se curati, aiuterebbero a ridurre la massa combustibile.
Problemi concreti sul territorio
Le difficoltà non sono solo burocratiche: chi lavora quotidianamente la terra segnala ostacoli infrastrutturali che limitano la capacità di prevenzione e intervento.
Molte aziende rurali operano in aree con forniture elettriche intermittenti e strade interne in cattive condizioni, fattori che rendono più complicato sia il lavoro ordinario sia le operazioni di spegnimento in caso di incendio.
In più, lungo arterie nazionali e provinciali, gli interventi di sfalcio e pulizia dei margini stradali sono spesso ritardati rispetto ai tempi utili, mettendo a rischio le squadre antincendio e favorendo la ripartenza delle fiamme da punti che potrebbero invece essere controllati.
La richiesta alla Regione
Taras ha chiesto un confronto diretto con la Giunta regionale: la presidente Alessandra Todde e gli assessori alla Difesa dell’Ambiente e all’Agricoltura, Rosanna Laconi e Francesco Agus, dovrebbero convocare subito organizzazioni di categoria, agenzie regionali e rappresentanti delle imprese per definire priorità e calendari operativi.
- Programmazione degli sfalci: calendari certi per la pulizia dei bordi stradali e delle fasce di pertinenza;
- Sostegno ai pascoli e alla manutenzione boschiva: rivedere l’accesso ai premi per attività che riducono il rischio d’incendio;
- Investimenti infrastrutturali: elettrificazione stabile e ripristino delle vie di accesso alle aziende;
- Piani coordinati di gestione del combustibile: azioni integrate tra enti locali, agricoltori e servizi antincendio;
- Monitoraggio e rapidità d’intervento: migliorare la comunicazione tra chi lavora in campagna e le squadre di emergenza.
| Attore | Ruolo atteso |
|---|---|
| Regione | Coordinamento delle risorse e delle politiche territoriali |
| Organizzazioni agricole | Manutenzione attiva dei terreni e segnalazione criticità |
| Agenzie regionali | Pianificazione tecnica e controllo operativo |
| Servizi antincendio | Intervento rapido e indicazioni per la prevenzione |
Il tema è urgente: con l’aumento delle temperature estive, ogni ritardo nella gestione delle aree agricole e forestali amplia il pericolo per cittadini e imprese. Senza misure concrete e coordinate, il rischio è di veder crescere gli incendi e le perdite economiche nelle comunità rurali dell’isola.
Per gli agricoltori sardi la sfida è doppia: difendere il proprio lavoro e, allo stesso tempo, contribuire alla strategia complessiva di adattamento climatico. La palla ora passa alla Regione: una convocazione rapida dei soggetti coinvolti sarà il primo banco di prova.












