Una mostra a Novate Milanese trasforma rifiuti e immagini di territorio in una testimonianza plastica e visiva sui paesaggi feriti dall’inquinamento: è il nucleo di “Robert Gschwantner – Alla riscoperta di paesaggi perduti”, aperta a Casa Testori fino al 13 giugno. Questa esposizione è rilevante oggi perché incrocia ricerca artistica e questioni ambientali concrete, offrendo al visitatore non solo documentazione ma anche materiali contaminati usati come linguaggio espressivo.
Curata dalla Casa dedicata a Giovanni Testori, la rassegna raccoglie lavori dell’artista austriaco Robert Gschwantner (nato nel 1968, vive a Berlino) realizzati durante sei viaggi in Europa. Le opere non si limitano a fotografare e disegnare i luoghi: molte nascono dall’impiego diretto di scarti e residui recuperati sul posto, con una forte componente sensoriale ed emozionale che mette in scena il contatto tra natura e inquinamento.
Il progetto espositivo stabilisce un dialogo con iniziative culturali recenti: tra i percorsi presenti figurano viaggi condivisi con il regista Antonio Latella, protagonista nel 2023 della Bottega Amletica Testoriana ideata per il centenario di Giovanni Testori, e contributi nati per manifestazioni come Artissima 2025, dove si è sperimentato anche il formato podcast per portare voci esterne al circuito dell’arte contemporanea dentro il racconto dell’opera.
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Le opere giocano su stratificazioni e campiture materiche: disegni, fotografie e installazioni dialogano con fibre di plastica, residui minerali e materiali ibridi. L’intento è doppio: documentare trasformazioni paesaggistiche causate da attività umane e sollecitare una risposta empatica del pubblico verso problemi oggi urgenti, dalla perdita di biodiversità all’accumulo di rifiuti marini.
- Las Médulas (Spagna) – Un ciclo di immagini e studi sulle vestigia dell’antica tecnica mineraria romana che ha modificato interi rilievi, mettendo in luce come l’ingegneria umana possa lasciare segni duraturi sul territorio.
- Canale Mittelland / Magdeburgo (Germania) – Disegni e fotografie che esplorano l’intersezione tra vie d’acqua naturali e infrastrutture artificiali, con particolare attenzione al grande ponte-canale che scavalca l’Elba.
- Isola di Gyali (Grecia) – Arazzi tessuti con tubicini in PVC raccolti sulla spiaggia e intrisi dei residui trovati in loco: un lavoro che materializza il problema della plastica negli oceani.
- Altri tre itinerari europei selezionati per la mostra, che completano il percorso e documentano ulteriori modalità con cui inquinamento e paesaggio si influenzano a vicenda.
Visitare la mostra significa confrontarsi con dettagli tecnici e con il potenziale emotivo dell’opera: in alcuni casi si avverte l’approccio quasi etnografico dell’artista, che registra pratiche, infrastrutture e tracce di consumo; in altri, il lavoro punta alla materialità dei rifiuti come veicolo di memoria e denuncia.
Per chi vuole vederla: Casa Testori, Largo Testori 13, Novate Milanese. Orari settimanali: martedì–venerdì 10:00–13:00 e 14:30–18:00; sabato 14:30–19:30; domenica e lunedì chiuso. L’esposizione rimane aperta fino al 13 giugno.
In un momento in cui i dati sul marine litter e sulle alterazioni ambientali continuano a crescere, l’operazione di Gschwantner si presenta come un esempio di come l’arte contemporanea possa trasformare denuncia e documentazione in esperienza diretta, invitando il pubblico a guardare i paesaggi con occhi diversi e a misurare le conseguenze delle scelte umane sul territorio.












