Il Pirri retrocede in Prima Categoria dopo lo spareggio salvezza perso contro l’Ovodda, una sconfitta che cambia immediatamente i piani sportivi e organizzativi del club. La retrocessione, decisa da un gol allo scadere nel ritorno in casa, apre una fase di riorganizzazione che coinvolgerà squadra, staff e settore giovanile.
Nel doppio confronto i rossoblù avevano pareggiato 1-1 in trasferta nella gara d’andata; nel ritorno, giocato domenica scorsa sul sintetico di casa, l’Ovodda ha trovato la rete decisiva nel finale e ha condannato il Pirri alla retrocessione. Il rammarico tra i tifosi e la dirigenza è grande: la squadra aveva creato molte occasioni e un pari sarebbe bastato per restare in Promozione.
Il presidente Bobo Mannai e gli altri dirigenti non nascondono la delusione, ma dicono che il club non verrà smantellato. Dopo aver rivisto più volte l’episodio cruciale, la società ha già avviato riflessioni concrete sul futuro: riduzione dei rischi finanziari, attenzione ai giovani e scelte tecniche ponderate. Secondo la dirigenza, la forza del Pirri si vedrà soprattutto nel modo in cui affronterà questo momento.
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Il club ha dovuto affrontare anche problemi extra-campo: le dimissioni inattese dell’allenatore Davide Meloni hanno complicato la seconda parte di stagione. In soccorso è intervenuto Alessandro Casula, dirigente che si è fatto carico della situazione con tempestività, mentre la società valuta la rosa e lo staff tecnico per la prossima annata.
- Stagione 2025/26: 4 vittorie, 18 pareggi, 12 sconfitte.
- Spareggio playout: 1-1 (andata, fuori), sconfitta in casa (ritorno) con gol allo scadere.
- Impatto subito: minore introito da gare e sponsorizzazioni, possibile turn over della rosa.
- Piano societario: conferma della fiducia nel settore giovanile e scelte conservative sul mercato.
Negli ultimi anni il Pirri aveva compiuto un percorso di crescita evidente: il titolo in Seconda Categoria nel 2019/20, la promozione in Promozione nel 2022/23 e una stagione da protagonisti con il quarto posto e la corsa ai playoff. La caduta di quest’anno interrompe quella traiettoria, ma non cancella i progressi strutturali ottenuti.
Il club sottolinea come la base su cui ricostruire resti solida: il settore giovanile conta circa 500 iscritti e ha portato le formazioni Juniores, Allievi e Giovanissimi fino alle finali regionali, risultati che la società giudica centrali per la ripartenza.
Le immediate conseguenze pratiche della retrocessione saranno principalmente operative: rinegoziazione di contratti, possibili partenze di calciatori, e una strategia di contenimento dei costi che privilegi lo sviluppo interno rispetto a investimenti esterni rischiosi. La linea annunciata è chiara: puntare sui giovani senza forzare il bilancio.
La dirigenza preferisce ora concentrarsi su un progetto di medio termine. L’obiettivo dichiarato è ricostruire una squadra competitiva che possa tornare a competere per la promozione senza mettere a rischio la stabilità del club.
Per tifosi e famiglie la notizia è un colpo, ma la società conta sulla fiducia costruita in questi anni per ricostruire. Nel breve periodo le scelte tecniche e il mercato estivo diranno molto sulle ambizioni reali del Pirri; la fase di pianificazione è già cominciata e sarà decisiva per capire se la squadra saprà trasformare la delusione in rilancio.
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