A Golfo Aranci nasce un’intesa tra formazione specialistica e tradizione marinara pensata per trattenere i giovani e creare posti di lavoro nel settore marittimo regionale. L’accordo tra la Fondazione ITS Academy MO.SO.S. e il Consorzio dei Pescatori mira a trasformare competenze locali in opportunità concrete legate alla Blue Economy.
L’intesa è stata siglata nella sede locale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna e mette insieme l’offerta didattica tecnica dell’ITS e l’esperienza sul campo del Consorzio e dell’Accademia della Pesca Tradizionale. Obiettivo: corsi strettamente orientati al lavoro, con forte impronta pratica e collegamenti diretti alle imprese del territorio.
I percorsi, riconosciuti dal Ministero e gratuiti, partiranno al raggiungimento di almeno venti iscritti e prevedono tirocini, apprendistato e project work in loco. Sono inoltre previste borse di studio e possibilità di mobilità nell’ambito di Erasmus+.
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- Aree formative: pesca sostenibile, conduzione e manutenzione delle imbarcazioni, logistica portuale, tracciabilità della filiera ittica, sicurezza in mare e normativa marittima.
- Competenze tecnico-pratiche: conservazione e trasporto del pescato, utilizzo di tecnologie per il monitoraggio e la sostenibilità ambientale.
- Modalità: laboratori, esercitazioni a bordo, stage in imprese locali e project work su problemi reali della filiera.
- Benefici: corsi ministerialmente riconosciuti, partecipazione a programmi europei, collegamento diretto con il tessuto produttivo portuale.
La Fondazione ITS Academy MO.SO.S. porta in dote un tasso di inserimento professionale molto elevato: circa il 97% di placement, risultato che gli organizzatori citano come prova dell’efficacia di percorsi costruiti sulle esigenze delle imprese.
L’Autorità di Sistema Portuale contribuirà mettendo a disposizione spazi e competenze, favorendo l’integrazione degli studenti nelle attività portuali e promuovendo il ruolo dei porti come hub di formazione e sviluppo economico. Per gli organizzatori, il progetto vuol anche contrastare lo spopolamento: rientra infatti nella strategia europea nota come “Right to stay”, che sostiene il diritto dei giovani a costruire il proprio futuro nei territori d’origine.
Secondo i promotori, l’intesa punta a coniugare tradizione e innovazione: valorizzare conoscenze locali, come le tecniche di pesca tradizionale, mentre si formano figure professionali aggiornate sulle nuove tecnologie e sulle normative ambientali.
Il piano operativo insiste sulla concretezza: attività pratiche in cantiere e a bordo, collaborazione con imprese di settore e monitoraggio dei risultati occupazionali per adattare i corsi alle esigenze del mercato.
Se l’esperimento avrà esiti positivi, i firmatari ritengono che il modello possa essere esportato anche in altri segmenti strategici della filiera marittima sarda, offrendo una via pragmaticamente replicabile per coniugare sviluppo locale e sostenibilità.
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