Prezzi gas e luce alle stelle: gas +70%, luce +100% dal 2022

I costi dell’energia restano nettamente sopra i livelli anteriori alla crisi del 2022, con rincari che continuano a pesare su famiglie e imprese, mentre il saldo ambientale del 2025 segna una sostanziale stagnazione. I dati emergono dall’analisi annuale dell’ENEA sul sistema energetico italiano e offrono indicazioni utili per valutare le mosse di politica energetica nei prossimi mesi.

L’analisi fotografa un quadro a due facce: da un lato prezzi elevati — il gas risulta circa il +70% e l’elettricità intorno al +100% rispetto al periodo pre-crisi 2022 — dall’altro consumi ed emissioni che, nel 2025, non registrano miglioramenti significativi rispetto all’anno precedente e si allineano ai trend osservati nell’Unione europea.

La produzione da fonti rinnovabili mostra una minima ripresa, con una crescita stimata attorno all’1%, ma rimane lontana dagli obiettivi fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), con un divario stimato intorno al 20% rispetto ai target previsti.

I primi segnali del 2026 offrono qualche elemento nuovo: i dati preliminari del primo trimestre indicano una riduzione dell’1% sia delle emissioni di CO2 sia dei consumi energetici. Si tratta di una flessione modesta, ancora insufficiente per invertire trend strutturali ma utile per valutare l’efficacia delle politiche attuate finora.

Voce Variazione rispetto al 2022 Trend 2024→2025
Prezzi del gas +70% Stazionari
Prezzi dell’elettricità +100% Stazionari
Consumi energetici +0% (2025 vs 2024)
Emissioni di CO2 +0% (2025 vs 2024); -1% prelim. Q1 2026
Produzione da rinnovabili +1% Circa -20% rispetto al target PNIEC

Perché questi numeri contano ora? Prezzi dell’energia ancora elevati significano costi maggiori per le bollette domestiche e per le catene produttive, con possibili ricadute sull’inflazione e sulla competitività industriale. Allo stesso tempo, la paralisi su consumi ed emissioni rischia di rallentare il raggiungimento degli impegni climatici.

  • Impatto immediato su famiglie: bollette più care e minore potere d’acquisto.
  • Settore industriale: pressione sui margini e incentivo alla delocalizzazione energetica delle produzioni ad alta intensità.
  • Politiche pubbliche: necessità di misure mirate per accelerare le rinnovabili e contenere i costi energetici.
  • Obiettivi climatici: il lieve calo preliminare del 2026 non basta per compensare il ritardo accumulato.

La lettura dei dati ENEA suggerisce che le azioni del breve periodo dovranno concentrarsi su due direttrici: riduzione della vulnerabilità ai prezzi internazionali mediante diversificazione delle forniture e rafforzamento degli investimenti nelle rinnovabili per recuperare il ritardo rispetto al PNIEC.

Nel prossimo trimestre saranno importanti gli sviluppi sulle iniziative di politica energetica e sulle dinamiche dei mercati: solo dati più robusti nei mesi a venire potranno mostrare se il calo preliminare dell’1% nel 2026 si trasformerà in un trend stabile o resterà un’oscillazione momentanea.

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