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Un cavallo in avanzato stato di decomposizione è stato individuato da alcuni giorni nelle acque del Rio Maqurba, nei pressi di San Giovanni Suergiu: la carcassa, facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta, sta sollevando preoccupazioni tra residenti e associazioni locali per gli impatti ambientali e sanitari. La scoperta è stata condivisa sui social e ha spinto alcune realtà ambientaliste a segnalare il caso alle autorità.
La presenza dell’animale nelle acque del corso che scende dalla periferia orientale di Carbonia verso lo stagno di Sant’Antioco, non lontano da Punta Trettu, è stata confermata visivamente ma al momento non esistono indicazioni certe su come sia finito lì né sulla sua proprietà.
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I fatti finora accertati
Secondo le segnalazioni raccolte in loco, l’animale giace in una fase avanzata di putrefazione e decrepita, tanto che dall’area si avverte un odore molto forte. Testimonianze di cittadini hanno espresso stupore per il ritardo nella rimozione e per la scarsa visibilità del caso sulle istituzioni locali.

- Luogo: tratto del Rio Maqurba a San Giovanni Suergiu, vicino allo sbocco verso lo stagno di Sant’Antioco.
- Stato: carcassa in decomposizione, odore percepibile nell’area.
- Accessibilità: zona raggiungibile a piedi e in bicicletta.
- Proprietà e provenienza: al momento non identificate; non risultano ricerche pubbliche in corso.
- Segnalazioni: avvisate associazioni locali e, su loro iniziativa, la Forestale.
Il caso è stato ripreso sui social network da cittadini e da alcune realtà associative: Sergio Porceddu, referente di Is Urigus, ha detto di essere rimasto «sconcertato» e si è chiesto perché la carcassa non fosse stata notata prima dalle autorità competenti.
Reazioni istituzionali e possibili sviluppi
La sindaca di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai, ha espresso dispiacere per l’accaduto sottolineando che nel territorio sono presenti diversi centri equestri e che la cura degli animali rappresenta un valore condiviso dalla comunità. Dal fronte delle associazioni, Marevivo — tramite Albano Salis — ha confermato di aver informato la Forestale appena appresa la notizia.
Dal punto di vista pratico, la situazione pone alcune questioni immediate: la necessità di rimuovere la carcassa per motivi igienico-sanitari, accertare eventuali responsabilità e valutare possibili rischi per l’ambiente acquatico e la fauna locale. Interventi tecnici e accertamenti veterinari potrebbero essere richiesti per stabilire le cause della morte, senza però trarre conclusioni affrettate.
Per i residenti la priorità è che le autorità competenti procedano rapidamente con gli accertamenti e con la rimozione del corpo, mentre le associazioni ambientali rimangono vigili affinché la vicenda non venga archiviata senza una verifica accurata.











