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Oggi a VicenzaOro il presidente di Federorafi, Squarcialupi, ha tracciato un quadro netto: il comparto ora affronta tensioni significative, ma non mancano segnali positivi sui mercati esteri. La fiera conferma l’interesse internazionale, mentre le imprese cercano strategie per reggere l’incertezza economica.
Un settore sotto pressione ma con scosse favorevoli dall’estero
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Export Usa +22% sorprende a Vicenzaoro: settore in difficoltà
Secondo Squarcialupi, il momento resta «complesso»: costi energetici, pressione sui prezzi delle materie prime e un contesto macroeconomico incerto pesano sulle imprese orafe italiane. Nonostante tutto, l’area commerciale verso gli Stati Uniti evidenzia una vigorosa ripresa, con un incremento delle vendite superiore al 22% rispetto all’anno precedente.

Questa dinamica rende evidente una tendenza cruciale: le aziende che puntano sull’export, in particolare verso i mercati nordamericani, riescono a compensare parte delle difficoltà interne.
Impatto immediato per produttori e distributori
La convergenza tra rialzi di domanda estera e costi crescenti determina scelte precise su produzione, margini e politiche commerciali. Diverse realtà stanno rivedendo i piani di approvvigionamento e investendo in canali digitali per ampliare la clientela oltre i confini nazionali.

- Costi operativi: aumento delle bollette e input produttivi più cari.
- Mercati esteri: forte crescita verso gli USA (+22,3%).
- Strategie aziendali: focus su export, digitalizzazione e controllo dei margini.
- Fiera come termometro: VicenzaOro resta luogo chiave per la ripartenza commerciale e per gli accordi B2B.
La presenza di buyer internazionali in fiera rappresenta un banco di prova per valutare la capacità delle imprese di adattarsi: chi riesce a proporre gamma di prodotto e servizi logistici competitivi guadagna vantaggio.
Quali sono le priorità politiche e industriali
Dal palco di VicenzaOro è arrivata un’indicazione chiara: servono interventi mirati per alleggerire il carico sui costi fissi e per sostenere l’accesso a mercati strategici. Le associazioni di settore chiedono politiche che favoriscano export e innovazione, oltre a misure per la sostenibilità delle filiere.
La sostenibilità, in particolare, è sempre più vista come elemento distintivo: non solo un obbligo normativo, ma un fattore in grado di aprire nuovi segmenti di domanda internazionale.
Prospettive a breve termine
Nel brevissimo periodo, le imprese dovranno bilanciare due esigenze contrastanti: contenere il costo del prodotto finito e mantenere attrattiva sui mercati esteri. L’equilibrio dipenderà dall’abilità di rinegoziare forniture, ottimizzare la produzione e investire selettivamente in canali commerciali con maggiore rendimento.
Per i consumatori, il risultato potrebbe tradursi in una maggiore diversificazione dell’offerta internazionale disponibile in Italia e in una possibile volatilità dei prezzi fino a quando non si stabilizzeranno i costi energetici e delle materie prime.
Perché conta oggi
La fotografia scattata a VicenzaOro spiega perché il settore orafa è cruciale per il tessuto industriale: da un lato rappresenta un pezzo significativo dell’export made in Italy, dall’altro riflette in tempo reale le tensioni globali sull’industria leggera. Le scelte prese nei prossimi mesi determineranno la resilienza del comparto nel 2026.











