Mostra sommario Nascondi sommario
Otto imprese dell’area di Oristano porteranno i loro prodotti al Salone del Gusto – Terra Madre di Slow Food: l’appuntamento torinese è in programma dal 24 al 27 settembre e rappresenta per queste realtà una vetrina internazionale per raccontare pratiche produttive legate alla tradizione e alla sostenibilità. In un contesto dove si confrontano centinaia di produttori da tutto il mondo, la partecipazione punta a valorizzare filiere locali e biodiversità gastronomica sarda.
Tra degustazioni e incontri professionali, gli espositori oristanesi proporranno una selezione di sapori tipici: conserve e confetture, specialità della laguna, miele biologico, formaggi tradizionali e prodotti a base di verdure coltivate nel territorio. L’evento si svolgerà nella centralissima piazza Vittorio Veneto, spazio che ogni anno attira chef, buyer e operatori del settore interessati a prodotti sostenibili e tracciabili.
Chi arriva da Oristano e cosa porterà
- Nostos (Oristano) – confetture, marmellate e creme a base di ortaggi
- Gusti pregiati e Cabras Lagunare (Cabras) – specialità ittiche tipiche della laguna e prodotti a base di bottarga
- Arbaree (Simaxis) – miele biologico dell’isola
- Isola dei Sapori / produttori di Laconi – prodotti a base di tartufo
- Nuova Casearia Sarda (San Nicolò d’Arcidano) – formaggi a pasta pressata
- Santa Ittoria (Santu Lussurgiu) – il pecorino tradizionale Casizolu
- Veghu (Sorradile) – ortaggi trasformati e conserve vegetali
Riformisti sfidano Conte: mobilitazione per conquistare le primarie
Lavoro autonomo in crescita: De Luca, segnale che i territori puntano sulle competenze
Nel complesso sono otto le aziende provenienti dalla provincia di Oristano, mentre l’isola è rappresentata complessivamente da 34 realtà. A livello mondiale il Salone ospita oltre 600 produttori: questa platea favorisce il confronto su pratiche di produzione, certificazioni e mercati di sbocco, ma anche la possibilità di stringere collaborazioni commerciali.

La partecipazione assume rilevanza pratica per più motivi. Prima di tutto aumenta la visibilità dei prodotti locali e delle tecniche agricole legate alla tutela del territorio; poi consente di promuovere il binomio prodotto-vino abbinando le specialità dell’Oristanese a etichette a denominazione d’origine sarda, per sottolineare la relazione tra biodiversità e cultura enogastronomica. Infine rappresenta un’occasione per ribadire l’impegno verso la sostenibilità e la riduzione degli sprechi lungo la filiera.
Impatto per le imprese e il territorio
Per le piccole e medie imprese partecipare a fiere internazionali significa misurare la propria capacità di innovazione e di adattamento a mercati più esigenti. A Torino i produttori oristanesi troveranno buyer, distributori e giornalisti specializzati, opportunità utili per esplorare canali di vendita esteri o accordi con ristorazione di qualità.
Dal punto di vista collettivo, la presenza delle aziende sarde contribuisce a rafforzare il racconto di una regione che punta sulla salvaguardia delle varietà locali, sulla produzione a basso impatto e sul valore del lavoro agricolo. Sono, in sintesi, segnali concreti di come la promozione territoriale passi sempre più attraverso iniziative incentrate su qualità, trasparenza e responsabilità ambientale.











