Ritorno al lavoro solo per i colletti bianchi. Domani i cancelli di Mirafiori si apriranno per gli impiegati, mentre i 5.450 operai rientreranno in fabbrica il 6 settembre. Una settimana forzata in più di ferie per le tute blu, ma il rischio è che i periodi di stop aumentino visto l'andamento del mercato. "Ci aspettano tre-sei mesi pessimi - dice Giorgio Airaudo, segretario regionale della Fiom - i lavoratori tornano sulle linee di montaggio più poveri e senza certezze sul futuro".
Un rientro a singhiozzo, così come l'uscita dalla fabbrica di corso Agnelli prima della pausa canonica di agosto. I 750 addetti della Multipla è dal 12 luglio che non mettono piede alle Carrozzerie, mentre gli operai della Idea e della Musa sono fermi dal 22 luglio. Ed anche le tute blu della Mito hanno anticipato con due giorni di cassa il periodo di ferie.
Ma la cassa non è l'unico problema a Mirafiori. Prima della pausa l'azienda ha annunciato il trasloco della produzione del nuovo monovolume L0 in Serbia, creando fibrillazioni sotto la Mole. Lo stesso amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, nell'incontro convocato in Regione ha spiegato che per Torino i modelli non mancano. Quali potrebbero essere? Tutto dipende da come finirà la partita che si sta giocando sulla disdetta del contratto, sulle deroghe che il Lingotto pretende, e sulla conferma o meno degli investimenti del piano "Fabbrica Italia". E sullo sfondo c'è l'incognita Newco, strumento utilizzato solo a Pomigliano per dare corso all'accordo firmato con Fim, Uilm, Fismic e Ugl, oltre ai rapporti molto tesi con la Fiom.
Nell'ultimo incontro con i sindacati nazionali prima delle ferie l'azienda aveva prospettato una serie di tavoli stabilimento per stabilimento, partendo proprio da Mirafiori. Ma i sindacati torinesi temono che per parlare nel dettaglio del futuro di corso Agnelli bisognerà aspettare che si sciolgano alcuni nodi. "È probabile che prima di discutere di Torino si debba capire che cosa succede ad esempio rispetto al contratto nazionale - dice Claudio Chiarle, segretario della Fim provinciale - la Fiat ha mostrato una lettera di disdetta, ma fino a ottobre è disponibile a individuare le soluzioni per aumentare la produttività. Difficile che si possa entrare nel merito di Mirafiori prima di aver definito la cornice di riferimento. Siamo pronti a discuterne". Sulla stessa linea la Uilm, mentre Fiom non vuole parlare di deroghe. E il clima a Mirafiori rischia di surriscaldarsi. Già a luglio, dopo il risultato del referendum di Pomigliano e il mancato pagamento del premio, c'è stata un'ondata di scioperi. Ora la miccia che potrebbe riaccendere la protesta è legata alla vicenda di Pino Capozzi, l'impiegato quadro di Mirafiori licenziato per "volantinaggio elettronico". A settembre è prevista la prima sentenza dopo il ricorso.



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