Questa sera a Sassari si è rinnovata la Festa del Voto, una cerimonia che richiama la memoria storica della città e continua a segnare il calendario civico. Il momento centrale — lo spostamento del simulacro fino alla cattedrale — è stato accompagnato da preghiere e da una partecipazione istituzionale che sottolinea l’attualità del rito.
Intorno alle 18:45 la polizia locale ha condotto il trasporto del simulacro della Madonna delle Grazie dal santuario di San Pietro in Silki alla cattedrale di San Nicola. La procedura rientra in una pratica consolidata dal 1993 e ha richiamato fedeli e autorità in una serata dal sapore solenne ma raccolto.
Le origini della Festa affondano però più indietro: fu nel 1943 che l’arcivescovo Arcangelo Mazzotti formulò il voto alla Vergine affinché la città fosse risparmiata dalle distruzioni della seconda guerra mondiale. Da allora, la ricorrenza si celebra ogni anno nell’ultima domenica di maggio, ponendo in continuità ricordo storico e devozione popolare.
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| Anno/Periodo | Evento | Significato |
|---|---|---|
| 1943 | Voto dell’arcivescovo Arcangelo Mazzotti | Promessa di intercessione alla Vergine durante la guerra |
| 1993 | Stabilita la traslazione del simulacro | Formalizzazione della cerimonia del sabato sera |
| Ultima domenica di maggio (annuale) | Pontificale in Duomo e processione del Voto | Partecipazione civica e religiosa |
| 2026 (edizione odierna) | Traslazione alle 18:45; Pontificale presieduto da Soddu | Conferma della presenza istituzionale e del rito pubblico |
Domani, nella cattedrale, il Pontificale sarà celebrato dall’arcivescovo di Sassari, Francesco Antonio Soddu, e al termine la tradizionale processione riporterà il simulacro al santuario.
Questa serata ha avuto anche un momento civico: il comandante della polizia locale, Gianni Serra, ha pronunciato una preghiera pubblica invocando la protezione della Vergine sulla città. La lettura, semplice e istituzionale, ha ribadito il carattere di solidarietà comunitaria che accompagna l’evento.
Perché questo conta oggi? La Festa del Voto è più di un rito: è un punto di riferimento per l’identità collettiva di Sassari e un’occasione per riaffermare legami intergenerazionali. In tempi in cui la memoria storica rischia di affievolirsi, appuntamenti come questo mantengono vivo il legame tra passato e presente, richiamando attenzione anche sul patrimonio artistico e religioso della città.
La partecipazione della pubblica amministrazione e il coinvolgimento delle forze dell’ordine evidenziano inoltre come la cerimonia conservi funzioni civiche oltre che spirituali: ordine delle celebrazioni, sicurezza dei pellegrini e gestione della viabilità sono tutti aspetti concreti che accompagnano la manifestazione.
Chi segue le celebrazioni per la prima volta noterà la sobrietà della liturgia e la cura nella sequenza degli spostamenti; per i residenti, la Festa rimane un segno di continuità e di appartenenza.












