Accise estese fino al 3 luglio: sconto sul diesel ridotto della metà

Il governo ha prorogato fino al 3 luglio le misure di sconto sulle accise dei carburanti, ma con un taglio ulteriore per il diesel: lo sconto passa da 10 a 5 centesimi. La decisione, entrata in Gazzetta Ufficiale con un decreto ministeriale, vale per meno di un mese e sarà finanziata con l’extra gettito Iva di maggio.

La misura prosegue la serie di interventi avviata il 18 marzo e rappresenta la quinta estensione del regime temporaneo sulle accise. Dal punto di vista pratico la novità più rilevante riguarda il gasolio: l’accisa è stata riallineata a 622,90 euro per mille litri, lo stesso livello della benzina, mentre in precedenza per il diesel era fissata a 572,90 euro per mille litri.

Per la benzina, invece, non cambia la riduzione già applicata: lo sconto resta di 5 centesimi al litro (pari a circa 6,1 centesimi tenendo conto dell’Iva al 22%). Per il gasolio lo sconto è stato nuovamente dimezzato, riducendosi anch’esso a 5 centesimi.

I fondi stanziati per questa estensione sono inferiori a 150 milioni di euro: il testo del decreto indica espressamente che verranno utilizzati 149,4 milioni derivanti dall’incremento dei versamenti Iva nel mese di maggio.

  • Validità: dalla scadenza odierna fino al 3 luglio 2026.
  • Benzina: accisa confermata a 622,90 €/1000 l; sconto 5 centesimi (≈6,1 con Iva).
  • Gasolio: accisa rialzata a 622,90 €/1000 l (da 572,90); sconto ridotto a 5 centesimi.
  • Copertura finanziaria: 149,4 milioni di euro dall’extra gettito Iva di maggio.
  • Contesto: quinta proroga dall’avvio delle misure lo scorso marzo; interventi inseriti in un decreto ministeriale dell’Economia, di concerto con l’Ambiente.

La decisione arriva mentre i prezzi medi alla pompa sono in discesa: secondo l’ultimo monitoraggio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio self della benzina su rete ordinaria è sceso intorno a 1,921 €/l (da 1,926), mentre il gasolio è sui 1,980 €/l (da 1,984). Sulle autostrade i valori restano più alti: circa 2,02 €/l per la benzina e 2,072 €/l per il diesel.

Dal governo si sottolinea che la dinamica al ribasso dei listini riduce l’impatto sui bilanci delle famiglie e delle imprese e che si intende proseguire con «scelte prudenti» per limitare gli effetti inflazionistici. Ma la mossa ha scatenato critiche nette da associazioni dei consumatori e di categoria.

Le principali reazioni

Associazioni come l’Unione Nazionale Consumatori hanno giudicato negativamente il minor sconto sul gasolio, sostenendo che l’aumento effettivo alla pompa farà tornare il diesel sopra la soglia dei 2 euro al litro in molte tratte e che ciò penalizzerà automobilisti e camionisti. Il Codacons ha provato a quantificare l’effetto, stimando un aggravio settimanale per i rifornimenti degli italiani nell’ordine di decine di milioni di euro.

Il provvedimento utilizza il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che permette di impiegare parte dell’incremento Iva legato all’aumento dei prezzi per abbattere le imposte sui carburanti. Tale strumento è stato più volte richiamato dalle istituzioni internazionali — come Commissione europea e Fondo monetario internazionale — che invitano a privilegiare misure più mirate e sostenibili nel tempo.

Tra le alternative allo sconto generalizzato, il governo avrebbe ormai scartato la proposta di un voucher universale per i nuclei a più basso reddito e starebbe valutando soluzioni centrate sulle imprese: potenziamento dei fringe benefit e possibilità per le aziende di erogare bonus carburante o altri incentivi ai dipendenti, con l’obiettivo di concentrare il sostegno su chi ne ha più bisogno.

Resta aperto il nodo politico ed economico: la proroga corta evita un impegno di spesa maggiore sul bilancio pubblico ma limita al contempo l’efficacia degli sconti, mentre le critiche sottolineano il rischio di trasferire costi sui consumatori senza una strategia di lungo periodo.

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