Google: ANSA.it ora selezionabile come fonte prioritaria

Mostra sommario Nascondi sommario

Google ha reso disponibile in Italia la funzione Fonti Preferite, che permette agli utenti di indicare esplicitamente le testate da cui vogliono ricevere notizie. Per i lettori significa più controllo sul flusso informativo; per le redazioni, una possibile modifica alla distribuzione dell’audience su Search e su Google Discover.

Cosa cambia per chi legge

La novità sposta parte della scelta editoriale dall’algoritmo al singolo utente: non è solo il motore di ricerca a decidere cosa promuovere, ma anche la lista di fonti che ogni persona indica come affidabili. Questo può ridurre il rumore informativo e rendere il feed quotidiano più coerente con le proprie preferenze.

  • Maggiore personalizzazione: notizie da testate selezionate appaiono con più frequenza nelle ricerche e nei feed.
  • Più trasparenza: sapere quali fonti si segnalano aiuta a capire l’origine delle notizie che riceviamo.
  • Impatto sui click: le redazioni inserite nelle liste preferite potrebbero vedere variazioni nel traffico organico.

Come aggiungere ANSA alle tue fonti

La procedura può variare leggermente a seconda del dispositivo e dell’app Google che si usa, ma in linea generale si può procedere così:

  • Apri l’app Google o Google News sul tuo smartphone.
  • Cerca la testata ANSA digitandone il nome nella barra di ricerca o toccando la sua scheda nei risultati.
  • Dalla pagina dell’editore seleziona l’opzione per seguire o per aggiungere alle Fonti Preferite (se visibile).
  • Verifica nelle impostazioni del feed/Notizie la lista delle tue fonti preferite per eventuali modifiche o rimozioni.

Se non trovi subito l’opzione, controlla gli aggiornamenti dell’app o le impostazioni di Google relative alle notizie: la funzione viene distribuita progressivamente e può apparire in momenti diversi su diversi account.

Implicazioni per editori e per l’informazione

Per le testate, l’introduzione delle Fonti Preferite rappresenta una nuova variabile da considerare nella strategia editoriale: qualità, riconoscibilità del marchio e fiducia del pubblico diventano ancora più rilevanti. I piccoli editori potrebbero invece affrontare difficoltà se gli utenti privilegiano poche testate consolidate.

Dal punto di vista civico, la possibilità di segnalare fonti affidabili può essere un passo avanti nella lotta alla disinformazione, ma non elimina la necessità di alfabetizzazione critica: scegliere una fonte non equivale a verificarne automaticamente i contenuti.

Cosa seguire nelle prossime settimane

  • Monitorare eventuali fluttuazioni di traffico verso le testate inserite nelle liste personali.
  • Verificare come Google mostrerà le preferenze anche su dispositivi diversi (desktop, mobile, app).
  • Osservare se strumenti editoriali e metriche si adatteranno per misurare l’engagement derivante da scelte esplicite degli utenti.

In sintesi, la funzione introduce una leva diretta nelle mani dei lettori per modellare il proprio panorama informativo. Chi segue ANSA o altre testate potrà avere feed più aderenti alle proprie aspettative; per tutti gli operatori del settore resta cruciale monitorare gli effetti pratici sulle visite e sulla diversità dell’informazione.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



Però Torino è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento