Dermatite: festa di Sant’Efisio a rischio, ministero valuta misure su buoi e carri

La festa di Sant’Efisio rischia di essere messa alla prova da un’emergenza sanitaria su cui le autorità stanno correndo ai ripari: tre focolai di dermatite nodulare contagiosa accertati nel Sarrabus hanno riaperto il confronto tra Regione e ministero della Salute, con il possibile coinvolgimento della Commissione europea. La posta in gioco è concreta: regole veterinarie severe limitano i trasferimenti di bovini e potrebbero interferire con elementi centrali della processione, come il carro trainato dagli animali.

Questa mattina i tecnici regionali hanno partecipato a una videoconferenza con la sezione sanità animale del ministero: la riunione aveva come oggetto la gestione dei tre focolai e la richiesta di una possibile deroga alle norme che vietano la movimentazione degli animali nell’intorno dei focolai. Il tema è urgente perché i tempi per decidere si accorciano in vista delle celebrazioni.

La norma di riferimento prevede che, nel raggio di 50 chilometri in linea d’aria da una mandria infetta, non sia consentito spostare bovini: si parla di zona di sorveglianza, con misure stringenti per contenere il contagio. A gennaio il ministero aveva già autorizzato, dopo oltre sei mesi di stop, la ripresa di alcuni spostamenti sospesi dall’estate scorsa, quando i primi casi — concentrati soprattutto nel Nuorese — avevano fatto scattare i blocchi.

Al momento non c’è una decisione definitiva sulla richiesta di deroga per il territorio interessato: i tecnici valutano i rischi sanitari e le possibili condizioni per consentire spostamenti ridotti e controllati. Secondo quanto riferito, potrebbe rendersi necessaria l’autorizzazione della Commissione europea prima di procedere.

Per capire le conseguenze pratiche e chi è coinvolto, ecco i punti chiave della situazione:

  • Vincoli territoriali: la zona di sorveglianza a 50 km limita la movimentazione dei bovini.
  • Decisione in bilico: la Regione ha chiesto una deroga; il ministero valuta e la strada può passare per Bruxelles.
  • Impatto sulla festa: elementi tradizionali che prevedono l’uso di buoi o carri potrebbero subire modifiche o condizioni particolari.
  • Tempistica: la necessità di deliberare è compressa dalle date della celebrazione.

Dal punto di vista delle istituzioni religiose e civiche, le tensioni sono concrete ma non esasperate: l’Arciconfraternita di Stampace ha fatto sapere che la votazione e la celebrazione saranno comunque portate avanti, come avviene da oltre tre secoli, lasciando intendere che si cercheranno soluzioni praticabili senza interrompere la tradizione.

Gli esperti veterinari consultati dalla Regione insistono sulla priorità di contenere la malattia per tutelare il bestiame e il comparto agricolo, mentre gli amministratori locali spingono per misure che preservino la manifestazione religiosa minimizzando i rischi. Nei prossimi giorni sarà quindi decisivo il confronto tecnico-amministrativo tra autorità regionali, ministero e, se richiesto, organismi europei.

Resta da vedere se la deroga — e con quali condizioni — verrà concessa: la scelta conterrà rischi sanitari, vincoli operativi e implicazioni simboliche per una festa che rappresenta una lunga continuità civica e religiosa per la comunità sarda.

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