Cagliari affitti: cedolare secca ridotta del 50%, più case per i residenti e meno per i turisti

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Oggi a Cagliari è stato annunciato un nuovo accordo comunale che mira a rendere più accessibili gli affitti: al centro della misura c’è l’introduzione della cedolare secca al 10% per i contratti a uso abitativo, pensata per privilegiare la residenza stabile rispetto agli affitti turistici. L’intesa apre una nuova fase di confronto sul territorio metropolitano, con ricadute immediate per chi cerca casa in città.

Il provvedimento, presentato questa mattina in Municipio, punta a incentivare l’uso residenziale degli immobili e a limitare la conversione degli appartamenti in ricettività a breve termine. L’aliquota ridotta è stata descritta come uno strumento per rendere più vantaggioso affittare a inquilini residenti anziché a turisti.

Chiamata all’estensione nell’area metropolitana

Tra i firmatari dell’accordo c’è il sindacato Sunia Cgil, che ha chiesto alle amministrazioni dei comuni limitrofi di adottare misure analoghe. Secondo il sindacato, estendere la riduzione fiscale a livello metropolitano sarebbe fondamentale per evitare fenomeni di spinta di domanda e offerta tra Comuni e per sostenere chi vive stabilmente in città.

La richiesta sottolinea la difficoltà crescente di trovare soluzioni abitative soprattutto per giovani, famiglie e lavoratori, categorie esposte alla competizione con le locazioni a breve termine e all’aumento dei prezzi.

Rigenerazione e politiche sociali

La Cgil locale ha richiamato l’attenzione anche su altri fronti: la rigenerazione del patrimonio immobiliare, la riqualificazione urbana e lo sviluppo di forme di housing sociale. La segretaria generale, Simona Fanzecco, ha evidenziato la necessità di un piano che metta insieme sostenibilità ambientale e inclusione sociale, per restituire all’uso collettivo immobili oggi inutilizzati o sottoutilizzati.

  • Cedolare secca 10% per i contratti a uso abitativo, con l’obiettivo di favorire la locazione residenziale.
  • Misure per limitare gli affitti brevi e contrastare la conversione in ricettività turistica.
  • Appello a estendere le agevolazioni a tutti i Comuni dell’area metropolitana per evitare dispersioni di efficacia.
  • Impegni a valutare riduzioni dell’Imu e interventi mirati per sostenere gli affitti agli anziani.

Il Comune ha accolto le proposte come un passo verso la tutela del diritto all’abitare, impegnandosi ad avviare i passaggi amministrativi necessari. Resta ora da vedere come e quando le misure saranno recepite nei regolamenti locali e se altre municipalità seguiranno l’esempio.

Per chi cerca casa, le principali conseguenze pratiche potrebbero essere un aumento delle opportunità di locazione residenziale e una possibile riduzione della pressione sui prezzi nei quartieri più turistici. Tuttavia, l’efficacia dell’accordo dipenderà dalla portata degli incentivi e dalla capacità delle amministrazioni di accompagnare le riduzioni fiscali con politiche di riqualificazione e controllo degli usi del patrimonio immobiliare.

Nei prossimi giorni il confronto istituzionale proseguirà: sindacati e amministrazione comunale hanno annunciato ulteriori incontri per definire tempi, criteri applicativi e strumenti di monitoraggio.

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