Oggi monsignor Francesco Soddu celebra il 41° anniversario della sua ordinazione sacerdotale: un traguardo che arriva a poche settimane dalla sua presa di possesso come arcivescovo di Sassari e che rimette al centro della vita diocesana il legame con la tradizione pastorale locale. La coincidenza sottolinea la continuità tra passato e presente in una diocesi che guarda con attenzione alle sfide sociali e caritative.
Soddu è nato a Chiaramonti ma si è formato fin da giovane a Sassari, città che ha poi visto sviluppare il suo ministero. L’ordinazione risale al 27 aprile 1985, un momento che il nuovo arcivescovo ha richiamato anche durante la cerimonia di insediamento nella cattedrale di San Nicola, avvenuta dieci giorni fa.
Una figura che ha contato nella sua carriera è quella dell’arcivescovo Salvatore Isgrò, che lo ha ordinato e la cui eredità pastorale è ancora visibile nella diocesi. Isgrò guidò la sede metropolitana di Sassari tra il 1982 e il 2004 e promosse, tra le altre iniziative, la nascita di strutture di ascolto e assistenza che hanno lasciato un’impronta organizzativa importante.
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Ruoli e incarichi
La traiettoria di Soddu lo ha portato a diventare uno dei riferimenti principali per le opere caritative a livello nazionale, con responsabilità crescenti dentro la Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
- 27 aprile 1985 – ordinazione sacerdotale.
- Salvatore Isgrò – ordinante e figura di riferimento per la diocesi.
- 2005 – direttore della Caritas diocesana.
- 2012 – nominato direttore nazionale della Caritas, incarico mantenuto fino alla nomina episcopale.
- Fine aprile 2024 – insediamento ufficiale come arcivescovo nella cattedrale di San Nicola.
Questi passaggi delineano un profilo fortemente orientato all’impegno sociale: la gestione della Caritas, prima a livello locale e poi nazionale, ha formato Soddu a confrontarsi con povertà, emergenze e reti di volontariato, competenze che oggi pesano nelle aspettative sulla sua guida pastorale.
Nel discorso di insediamento il neo arcivescovo ha citato con rispetto la memoria di Isgrò e ha mostrato simboli legati al suo ministero, a testimonianza di un senso di continuità più che di rottura. La cattedrale di San Nicola, dove riposano le spoglie dell’arcivescovo messinese, è diventata il luogo simbolico di questo passaggio generazionale.
Per la comunità di Sassari e le realtà associative del territorio la nomina significa soprattutto un probabile rafforzamento dell’attenzione alle opere di carità e all’ascolto delle fragilità sociali. A breve, osservatori e operatori ecclesiali seguiranno con interesse eventuali linee programmatiche sull’organizzazione dei servizi diocesanì e sulla cooperazione con le istituzioni locali.
Restano da monitorare i prossimi passi dell’arcivescovo Soddu: dalle nomine di vertice in Curia alle priorità pastorali che intenderà fissare nei prossimi mesi, elementi che diranno molto sugli orientamenti futuri della diocesi di Sassari.












