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Il rilancio delle piccole e medie imprese passa, secondo gli osservatori, dalla professionalità manageriale e dall’accesso a risorse adeguate: è questa la tesi al centro del dibattito emerso oggi a Roma, dove dirigenti e rappresentanti del settore hanno sollevato l’urgenza di investimenti strutturali per non perdere terreno nella competizione internazionale. La posta in gioco riguarda occupazione giovanile, capacità di innovare e la tenuta stessa del tessuto produttivo italiano.
L’intervento di Cristian Camisa, presidente di Confapi, al Forum nazionale di Federmanager all’Auditorium Antonianum ha messo l’accento sul ruolo strategico dei dirigenti nelle Pmi durante la transizione digitale e tecnologica in corso. Camisa ha indicato la necessità di strumenti finanziari più efficaci per favorire il rinnovamento e gli investimenti, e ha evidenziato il nesso tra capitale disponibile e capacità competitiva sul mercato globale.
Perché la questione è urgente
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L’ecosistema produttivo italiano è oggi sotto pressione: la digitalizzazione richiede figure manageriali con competenze aggiornate, mentre la scarsità di capitali frena progetti di crescita e innovazione. Se non si interviene per trattenere i talenti più giovani e per dotare le imprese di strumenti finanziari adeguati, i rischi sono una diminuzione dell’occupazione qualificata e una perdita di valore economico complessivo.
Camisa ha collegato direttamente due problemi: la necessità di investimenti strutturali e la fuga dei giovani dalle imprese. “Senza nuove leve non si rinnova il management, senza management non si scala l’innovazione” è, in sostanza, il quadro che ha proposto al Forum.
Misure concrete indicate
- Maggiore disponibilità di capitale di rischio e incentivi per la capitalizzazione delle Pmi;
- Piani di formazione manageriale mirata alla digital transformation;
- Politiche di retention giovanile legate a percorsi di carriera e partecipazione al capitale;
- Sostegno a progetti che favoriscano l’integrazione tecnologica nelle filiere produttive.
Queste proposte, ha spiegato il presidente di Confapi, mirano non solo a modernizzare le aziende ma anche a renderle più attrattive per i giovani e per gli investitori esteri, incrementando così la resilienza del sistema economico nazionale.
Impatto atteso
| Intervento | Effetto principale | Benefici per le Pmi |
|---|---|---|
| Capitalizzazione | Maggiore liquidità per investimenti | Rinnovo tecnologico, espansione mercati |
| Formazione manageriale | Miglior gestione del cambiamento | Aumento produttività, capacità di innovare |
| Misure per i giovani | Riduzione del turnover e fuga di competenze | Continuità generazionale, crescita sostenibile |
Il messaggio emerso dal Forum mette in chiaro che la transizione non può essere delegata soltanto al mercato: servono politiche pubbliche e meccanismi privati che lavorino insieme per rafforzare capitale e competenze. Senza interventi coordinati, avverte il mondo produttivo, la capacità di restare competitivi rischia di affievolirsi.
L’appello di Camisa aggiunge pressione sul tavolo delle istituzioni: decisioni in grado di facilitare l’accesso al capitale e programmi di sviluppo manageriale saranno decisive per il futuro delle Pmi italiane e per la tenuta dell’occupazione qualificata, in particolare dei giovani.












