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Oggi ricorre il 46° anniversario della strage alla stazione di Bologna: una ferita ancora viva nella memoria collettiva. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricordato l’attentato sui social, sottolineando il dolore per le vittime e la vicinanza dello Stato alle loro famiglie.
Il 2 agosto 1980 un’esplosione alla stazione centrale di Bologna provocò una distruzione imponente e un bilancio umano drammatico: furono uccise 85 persone e oltre duecento rimasero ferite. La giornata è da allora uno dei momenti più intensi di commemorazione civile nel paese.
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Il richiamo delle istituzioni
Nel suo messaggio la presidente del Consiglio ha definito quell’attentato tra le pagine più dolorose della storia nazionale, esprimendo solidarietà ai parenti delle vittime e ai cittadini bolognesi. La dichiarazione ribadisce il ruolo delle istituzioni nel custodire la memoria pubblica e nel riaffermare l’impegno contro tutte le forme di violenza politica.

La ricorrenza mantiene rilevanza anche a distanza di decenni: non è solo un rito commemorativo, ma un monito sulle conseguenze dell’estremismo e sull’importanza della verità giudiziaria e storica.
Fatti essenziali
- Data: 2 agosto 1980
- Luogo: stazione di Bologna
- Vittime: 85 persone decedute
- Feriti: oltre 200
Perché conta oggi
- La commemorazione mantiene viva la memoria delle vittime e sostiene i familiari nel loro percorso di riconoscimento.
- Rafforza il dibattito pubblico su sicurezza, giustizia e prevenzione dell’estremismo.
- Ricorda il valore della verità storica come presidio democratico contro la banalizzazione della violenza.
Ogni anno la città di Bologna dedica cerimonie e momenti di raccoglimento: la ricorrenza richiama istituzioni, associazioni e cittadini a un impegno concreto per non dimenticare e per mantenere attiva la richiesta di verità e giustizia.












