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Un primo conto dei flussi conferma che il Parco di Gutturu Mannu sta iniziando a emergere come destinazione: oltre 2.000 presenze negli ultimi mesi, tra attività guidate e manifestazioni sportive, segnalano una crescita ancora agli esordi ma con ricadute concrete per i territori circostanti. Perché oggi questo conta: la strategia del Parco punta a trasformare queste visite in un volano economico e culturale che coinvolga i Comuni, le imprese locali e nuovi segmenti di turismo.
Le attività organizzate dalle guide hanno attirato circa 600 partecipanti, mentre eventi sportivi hanno portato quasi 1.500 presenze aggiuntive. Numeri ancora contenuti, ma significativi per un’area naturale che fino a poco tempo fa restava poco conosciuta al di fuori della Sardegna.
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Tra le manifestazioni che hanno dato maggiore visibilità al Parco spicca una gara di orienteering che ha richiamato atleti da oltre venti Paesi e ha attraversato parte della foresta, con una tappa alle cantine di Santadi. Non si è trattato solo di sport: la competizione ha dimostrato la capacità dell’area di integrarsi con le realtà produttive e culturali del territorio.

Negli ultimi mesi sono state sperimentate anche attività pensate per pubblici diversi: visite rivolte a persone ipovedenti e escursioni inserite nel programma di PulArchàios a settembre hanno ampliato la platea dei fruitori, confermando un’attenzione crescente all’inclusione e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Tipologie di proposta e numeri principali
| Voce | Presenze (ultimi mesi) |
|---|---|
| Trekking e attività guidate | circa 600 |
| Manifestazioni sportive | circa 1.500 |
| Totale stimato | oltre 2.000 |
Le escursioni a piedi e in mountain bike hanno rappresentato il primo contatto per molti visitatori; altre proposte hanno puntato su archeologia, paesaggio e storia, mettendo in relazione l’ambiente naturale con le tracce lasciate dall’uomo nel territorio.

Una porta sul territorio
L’ambizione dichiarata è trasformare Gutturu Mannu in una vera e propria porta d’accesso a un più ampio sistema di offerta: non un’area chiusa, ma il punto di partenza per itinerari che proseguono nei paesi limitrofi, verso produzioni locali, siti archeologici e percorsi enogastronomici.
«Consideriamo questi numeri come numeri di partenza», spiega il presidente del Parco, Walter Cabasino, sottolineando la possibilità di una crescita significativa. Cabasino indica nel turismo didattico una delle direttrici più promettenti: entro il 2027 potrebbe affiancare il segmento naturalistico e sportivo, ampliando la stagione e le opportunità economiche.
La sfida ora è convertire l’attenzione iniziale in un flusso regolare di visitatori: servono reti organizzate, offerte coordinate tra i dieci Comuni coinvolti e servizi che consentano di distribuire i flussi nel tempo, riducendo la stagionalità e aumentando l’impatto sul territorio.
Se l’area saprà consolidare percorsi, coinvolgere imprese locali e promuovere esperienze diversificate — dall’educazione ambientale alle manifestazioni internazionali — Gutturu Mannu potrebbe assumere un ruolo strategico nella valorizzazione sostenibile del sud-ovest della Sardegna.











