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Le Borse europee aprono la giornata in modo disomogeneo, con volumi di scambio contenuti e segnali contrastanti dagli indici. La notizia clou è il calo dell’inflazione negli Stati Uniti a luglio: una lettura che riduce la probabilità di un nuovo aumento dei tassi da parte della Fed a settembre e ridisegna gli scenari per i mercati finanziari nel breve termine.
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Marcegaglia: stabilità essenziale, permangono criticità rilevanti
Le piazze europee mostrano movimenti frammentati mentre molti operatori rimangono cauti in attesa di ulteriori dati macro e indicazioni dalle banche centrali. Piazza Affari resta vicino alla parità: gli scambi sono timidi e la direzione del mercato appare guidata più dalle notizie macro che da spinte settoriali decise.
La scarsa liquidità amplifica la percezione di incertezza: in giorni come questo i titoli più liquidi registrano oscillazioni più marcate, mentre le azioni meno trattate tendono a restare stagnanti.
Perché conta il dato sull’inflazione Usa
Il rallentamento dell’aumento dei prezzi negli Stati Uniti ha un impatto immediato su aspettative e prezzi degli asset: meno pressioni inflazionistiche riducono l’urgenza di nuovi rialzi dei tassi, con conseguenze sulle curve dei rendimenti e sul costo del denaro a livello globale.

Per gli investitori istituzionali e per i risparmiatori questo significa, nel breve periodo, un minor rischio di stretta monetaria aggressiva e una possibile maggiore propensione al rischio sui mercati azionari, pur restando vigile l’attenzione alle prossime rilevazioni dei prezzi e all’andamento dell’occupazione.
- Mercati europei: andamento misto con volumi ridotti.
- Inflazione Usa: lettura di luglio più bassa del previsto, riduce le probabilità di una stretta Fed a settembre.
- Piazza Affari: indice principale intorno alla parità.
- Spread: tendenza alla compressione, segnale di minore premio per il rischio sovrano.
- Oro: conferma livelli elevati, sostenuto dalla domanda di rifugio.
Spread e obbligazioni: mercati più tranquilli
La compressione dello spread fra titoli di Stato italiani e tedeschi riflette un clima di lieve distensione nelle aspettative di mercato. I rendimenti sovrani mostrano generalmente un leggero calo, allineandosi al giudizio più morbido sui tassi a breve termine.
Questa dinamica è importante per aziende e governi: tassi più bassi riducono il costo del rifinanziamento e possono alleggerire la pressione sui bilanci pubblici e sui flussi di cassa societari.
Oro e materie prime
Il metallo giallo continua a registrare prezzi sui massimi recenti, appoggiandosi al ruolo di bene rifugio in un contesto ancora incerto. A sostenere l’oro contribuiscono anche le prospettive di politiche monetarie meno aggressive e la domanda di copertura dai rischi geopolitici e di mercato.

Per le materie prime in generale il quadro resta frammentato: alcune commodity risentono della debolezza della domanda globale, altre beneficiano di fattori di offerta.
Il punto della vicedirettrice Jole Saggese
La vicedirettrice Jole Saggese interpreta il quadro odierno come una giornata di consolidamento: secondo la sua analisi, il calo dell’inflazione Usa alleggerisce la pressione sui tassi a breve termine ma non elimina i rischi legati ai dati futuri e alle decisioni delle banche centrali. Saggese sottolinea l’importanza di monitorare le letture successive per capire se si tratti di un inversione strutturale o di una pausa temporanea nella dinamica dei prezzi.
In sintesi, per i mercati la notizia è rilevante oggi perché sposta, anche se gradualmente, le aspettative su politica monetaria e rendimento degli asset, creando opportunità ma anche nuove fonti di volatilità.












