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L’ultimo rapporto Istat fotografa una situazione di stagnazione: nel 2025 oltre due milioni di nuclei familiari risultano in condizione di povertà assoluta e il numero di persone coinvolte supera i cinque milioni. Perché conta oggi: dati stabili non equivalgono a miglioramento e mantengono pressione su servizi sociali, bilanci comunali e interventi di contrasto alla povertà.
Secondo l’Istituto, le famiglie in povertà assoluta sono stimate poco sopra le 2,1 milioni, con un’**incidenza** pari all’**8,0%** delle famiglie residenti. La misura resta sostanzialmente invariata rispetto al 2024, una dinamica confermata dall’analisi statistica del rapporto.
Sul fronte delle persone, gli individui classificati in povertà assoluta sono oltre 5,4 milioni, corrispondenti al 9,3% della popolazione residente: anche in questo caso la quota rimane stabile rispetto all’anno precedente. L’Istat segnala come le variazioni rilevanti siano quelle indicate nella Nota metodologica (Prospetto 1).
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- Famiglie in povertà assoluta: ~2,1 milioni (8,0% delle famiglie)
- Individui in povertà assoluta: >5,4 milioni (9,3% della popolazione)
- Confronto 2024–2025: incidenze sostanzialmente stabili
- Riferimento tecnico: vedi Nota metodologica per la significatività statistica
Che cosa implica questa stabilità
La persistenza dei numeri segnala che le condizioni economiche di una quota importante della popolazione non sono migliorate nonostante le misure adottate a livello nazionale e locale negli ultimi anni. Per le amministrazioni locali significa una domanda costante di servizi di assistenza, mense, case popolari e interventi di integrazione al reddito.

Per le famiglie interessate la situazione si traduce in fragilità nelle spese quotidiane, difficoltà di accesso a beni essenziali e minori margini per investimenti in istruzione e formazione. La stabilità delle percentuali, inoltre, può nascondere dinamiche interne diverse: alcuni gruppi possono aver migliorato la propria condizione mentre altri sono peggiorati.
Per i decisori pubblici
Il dato invita a valutare efficacia e target degli strumenti esistenti, dalla politica fiscale ai sostegni diretti. Monitoraggi più frequenti e interventi mirati sui segmenti più vulnerabili — giovani, anziani soli, famiglie con figli — risultano tra le possibili risposte indicate dagli analisti per incidere in modo più deciso.
Per approfondire i metodi e le discrepanze regionali è possibile consultare il Report Istat 2025, che dettaglia criteri, indicatori e la lista delle variazioni statisticamente significative.











