Questa mattina a Roma, nel corso della quarta edizione di Adnkronos Q&A dedicata allo sviluppo sostenibile, la presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha indicato la prevenzione come priorità strategica dell’ente. Il messaggio, pronunciato al Palazzo dell’Informazione, collega la gestione del rischio ambientale alle scelte politiche e agli investimenti pubblici: perché prevenire oggi significa ridurre costi e danni domani.
Maria Alessandra Gallone, alla guida di ISPRA, ha messo in rilievo il ruolo istituzionale dell’ente nel monitoraggio e nella pianificazione territoriale. Sul tavolo del confronto — intitolato «Sostenibilità, le nuove parole chiave» — sono emerse le esigenze concrete per rendere i sistemi di difesa ambientale più efficaci e tempestivi.
La questione è attuale: eventi meteo estremi, crisi idriche e pressioni antropiche rendono la prevenzione uno strumento operativo, non solo un principio teorico.
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Ispra: prevenzione dei rischi diventa priorità per proteggere il territorio

Le principali implicazioni pratiche indicate dall’intervento riguardano la necessità di integrare dati, mappature e strumenti di allerta nelle decisioni amministrative, con ricadute dirette su territori, imprese e cittadini.

- Monitoraggio capillare: potenziare reti e piattaforme per dati in tempo reale, utili a decisioni rapide.
- Pianificazione territoriale: aggiornare mappe di rischio e criteri urbanistici per limitare esposizione a pericoli naturali.
- Comunicazione: migliorare l’informazione alla popolazione su comportamenti preventivi e sistemi di allerta.
- Coordinamento istituzionale: armonizzare interventi tra enti locali, Stato e comunità scientifica.
All’evento hanno partecipato esperti e rappresentanti istituzionali, confrontandosi su come trasformare i principi di sostenibilità in politiche concrete. Il confronto ha sottolineato inoltre l’importanza di tradurre le analisi scientifiche in strumenti operativi per i decisori.
Gli effetti pratici di una strategia preventiva sono molteplici: riduzione dei costi legati a emergenze ambientali, minore perdita di servizi essenziali e maggiore resilienza delle comunità locali. Per questo motivo, la proposta di ISPRA si colloca al centro del dibattito pubblico sul futuro delle politiche ambientali.
Restano da chiarire tempi e risorse necessarie per attuare le misure indicate: il passaggio dalle parole ai progetti richiederà, oltre alle volontà politiche, investimenti mirati e un cronoprogramma condiviso a livello nazionale e regionale.











