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Lino Banfi, alla vigilia dei 90 anni, si è raccontato a cuore aperto nel salotto di Verissimo, dove ha presentato il nuovo libro e ripercorso momenti difficili della sua vita privata e professionale. Il dialogo con Silvia Toffanin ha messo in luce il ruolo decisivo della famiglia nella sua resilienza e il peso del lutto per la perdita dell’amata moglie.
Un ricordo intenso in diretta
La conversazione è rapidamente passata dal tono promozionale a momenti di forte commozione. L’attore ha richiamato episodi in cui la pressione e la cattiveria del mestiere lo portarono sull’orlo della disperazione. In quegli anni bui, Banfi ha ammesso di aver considerato l’idea di farla finita, un pensiero che sembrava emergere dopo serate di insulti e giudizi pesanti.
Non si è trattato di un fatto episodico: l’attrito con il pubblico e certe parole avvelenate lo segnarono tanto da fargli mettere in discussione il senso della sua vita artistica. A fare la differenza, ha ricordato, è stata la presenza dei familiari, che gli hanno offerto ancoraggi concreti nei momenti più fragili.
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Il valore del sostegno familiare
Nella chiacchierata Banfi ha ricordato con affetto la moglie, Lucia, scomparsa nel 2023. Ha descritto il loro rapporto come una fonte costante di incoraggiamento: lei lo chiamava con soprannomi affettuosi, si entusiasmava per i suoi successi e credeva nei suoi progetti quando gli altri vacillavano.
La coppia emerge come un elemento chiave per comprendere la carriera dell’attore: non solo compagna di vita, ma anche prima sostenitrice del suo lavoro, pronta a nascondere piccoli risparmi per aiutarlo nelle scelte pratiche.
Sensi di colpa e ricordi del padre
Altro passaggio doloroso è stato il racconto del rapporto con il padre, Riccardo. Banfi ha confessato di aver convissuto a lungo con il rimorso per come si erano svolti gli ultimi giorni di vita del genitore, malato di tumore. Un viaggio improvviso a Roma e una promessa non mantenuta — l’idea di una crociera che non arrivò in tempo — rimangono per l’attore una ferita emotiva difficile da rimarginare.
Questi ricordi, ha spiegato, hanno contribuito a comporre un quadro di fragilità che si è intrecciato con la sua figura pubblica: il personaggio comico spesso celava sofferenze private che solo di recente ha scelto di rendere pubbliche.
- Programma: Verissimo, intervista con Silvia Toffanin.
- Libro: «90, non mi fai paura!», tema: ricordi, carriera, famiglia.
- Temi trattati: depressione e pensieri suicidari, lutto per Lucia (2023), sensi di colpa per Riccardo.
- Messaggio attuale: l’importanza del sostegno familiare e la complessità dell’invecchiare sotto i riflettori.
Banfi ha alternato momenti di commozione a ricordi più leggeri, ma il filo conduttore è stato la necessità di sottolineare il ruolo protettivo dei suoi affetti. Il racconto ha offerto anche uno spaccato sulla vulnerabilità degli artisti: la fama non cancella il dolore e spesso lo amplifica.
A chi gli ha chiesto se davvero i 90 anni non lo spaventassero, l’attore ha risposto con sincerità: il titolo del libro è una sfida, ma la paura c’è. Ammettere la fragilità, ha aggiunto, è parte del proprio cammino e confrontarsi con questi temi in pubblico può aiutare altri a non restare soli.











