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Oggi mattina a Porto Torres si è svolta l’operazione di pulizia “Liberiamo insieme il Mare”, sostenuta dall’8×1000 della Chiesa Valdese: i volontari hanno rimosso una quantità significativa di rifiuti dai fondali davanti a Renaredda Scogliolungo. L’intervento mette in luce un problema che non è visibile dalla costa ma che incide direttamente sulla salute degli habitat marini e sulle attività locali.
Intervento subacqueo e risultati
Otto sub della Scuola Sub Sette Mari, coordinati dalla dott.ssa Cristina Bonino, referente AMI Porto Torres, si sono immersi dotati di sacche specifiche per raccogliere i detriti sommersi. L’azione è stata condotta su un tratto costiero dove la copertura di rifiuti, spesso nascosta dalla superficie, risulta consistente.
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I volontari hanno estratto sia grandi pezzi sia materiali minuti che oggi rappresentano una minaccia diffusa per la fauna. Tra gli elementi più ricorrenti sono stati riportati alla luce oggetti comuni che finiscono in mare con facilità.
- Rifiuti di dimensioni maggiori: bottiglie e lattine, stoviglie usa e getta, giocattoli per bambini, materiali per la piccola pesca e scarti dell’edilizia; alcune bottiglie di vetro erano fortemente incrostate da organismi marini.
- Tessili e altro: tappeti e capi di abbigliamento, suole di scarpe e sacchetti, compresi sacchetti da spesa definiti biodegradabili ma perforati e danneggiati dall’azione degli animali.
- Microplastica: una diffusione estesa di frammenti plastici visibile soprattutto sullo strato di foglie morte di Posidonia, dove convivono i giovanili di pesci e i crostacei.
Osservazioni sull’ecosistema
La presenza di micro e macroplastiche sul fondo modifica l’ambiente in cui nascono e si sviluppano molte specie. I rifiuti creano superfici anomale in cui alghe e piccoli organismi si insediano, alterando catene alimentari e aree di rifugio per i giovani pesci.
La dott.ssa Bonino ha sottolineato che, sebbene la costa dall’esterno appaia pulita, la realtà sott’acqua è diversa: le comunità marine sembrano adattarsi a convivere con i rifiuti, un adattamento che nasconde costi ecologici e rischi per il futuro della biodiversità locale.
Chi ha partecipato e il sostegno istituzionale
- Organizzazione e gruppo sub: Scuola Sub Sette Mari (8 sub)
- Coordinamento locale: AMI Porto Torres, con referente la dott.ssa Cristina Bonino
- Supporto operativo: Capitaneria di porto
- Patrocinio: Comune di Porto Torres
L’evento, realizzato anche grazie al contributo dell’8×1000 della Chiesa Valdese, mostra come iniziative locali possano restituire dati concreti sulle condizioni del mare e stimolare interventi mirati.
Il messaggio emerso dall’operazione è chiaro: la pulizia visibile dalla spiaggia non basta. Occorrono comportamenti quotidiani più attenti e azioni collettive per ridurre l’apporto di plastica e rifiuti al mare. Solo così sarà possibile proteggere gli habitat costieri su cui si basano sia la fauna che molte attività economiche della zona.












