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Il conto alla rovescia per la Maturità 2026 è iniziato: circa mezzo milione di studenti affronta un esame profondamente riformato dal Ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara. Le novità — dalle materie selezionate al peso del colloquio — cambiano le regole di valutazione e hanno effetti concreti su ammissione e voto finale.
Quando comincia e perché questa riforma conta subito
La prima prova scritta di Italiano è fissata per giovedì 18 giugno alle 8:30: una data spostata di un giorno rispetto alla tradizione, che segna l’esordio della nuova impostazione ministeriale entrata in vigore con l’inizio dell’anno scolastico. La novità non è solo simbolica: il modello punta a privilegiare la capacità critica degli studenti rispetto alla semplice memorizzazione.
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Quattro materie, commissioni più snelle
La struttura dell’esame torna a concentrarsi su poche discipline. Il colloquio verterà su 4 materie selezionate — tra cui sempre Italiano e la materia della seconda prova — invece di una panoramica su tutto il programma del quinto anno.
Questo cambiamento si accompagna alla riduzione dei membri in commissione: non più sette componenti ma cinque, con due commissari interni, due esterni e un presidente.
Il colloquio: niente più “scena muta”
Il colloquio assume un ruolo decisivo. Finito il tempo dei calcoli strategici, lo studente deve sostenere attivamente l’interrogazione: il silenzio ingiustificato davanti alla commissione può ora portare all’esclusione dall’esame, indipendentemente dai punteggi acquisiti in precedenza.
La prova orale inizia con una riflessione personale sul percorso scolastico dello studente e prosegue con approfondimenti sulle quattro discipline scelte. La durata indicativa è tra i 40 e i 60 minuti, modulabile in base all’esposizione.
Esempi per percorsi noti
Il Ministero ha pubblicato l’elenco delle materie entro gennaio 2026: rimane Italiano come primo scritto e la prova di indirizzo come seconda. A titolo esemplificativo:
- Liceo Classico: Italiano, Latino, Storia e Matematica.
- Liceo Scientifico: Italiano, Matematica (seconda prova), Storia e Scienze Naturali.
Formazione scuola-lavoro, educazione civica e documenti
Una parte consistente del colloquio è dedicata alle esperienze pratiche svolte durante il triennio: la Formazione Scuola Lavoro (FSL) — la nuova denominazione dei precedenti PCTO — va presentata con una relazione, un supporto multimediale o una esposizione. Queste esperienze entrano nel giudizio finale.
L’Educazione Civica, con particolare attenzione a Costituzione e ambiente, è integrata nella valutazione; inoltre chi ha 6 in condotta sarà chiamato a discutere un elaborato su cittadinanza attiva.
Per essere ammessi all’esame resta obbligatoria la partecipazione alle prove INVALSI, il cui esito confluirà nel Curriculum dello Studente, valutato in sede d’esame anche se non incide direttamente sulla media dei voti.
Date chiave e organizzazione
- Giovedì 18 giugno, ore 8:30 — Prova di Italiano (6 ore).
- Venerdì 19 giugno, ore 8:30 — Seconda prova di indirizzo (durata variabile, anche più giorni per prove pratiche).
- Lunedì 22 giugno — Prima data utile per l’avvio degli orali; calendario stabilito da ciascuna commissione mediante sorteggio.
Come si calcola il voto: crediti, prove e bonus
Il punteggio rimane su cento punti: la promozione richiede almeno 60/100, l’eccellenza è 100/100 con possibilità di lode. Il punteggio finale somma diversi elementi:
- Credito scolastico: fino a 40 punti, accumulati negli ultimi tre anni.
- Prima prova: fino a 20 punti.
- Seconda prova: fino a 20 punti.
- Colloquio orale: fino a 20 punti.
La riforma ha modificato anche il sistema dei bonus: il credito aggiuntivo massimo passa da 5 a 3 punti e può essere concesso solo ai candidati che abbiano già raggiunto almeno 90 punti di base; inoltre per ottenere il massimo del credito è necessario un voto in condotta pari o superiore a 9.
Per il traguardo del 100 e lode restano necessarie condizioni stringenti: 40 punti di credito, il massimo nelle tre prove (60 punti) e l’approvazione unanime della commissione; i 3 punti bonus non possono sostituire i requisiti essenziali.
In sintesi, la Maturità 2026 sposta il baricentro dell’esame sul colloquio e sulla profondità di alcune materie chiave, ridisegnando valutazione e procedure. Per gli studenti la priorità ora è dimostrare competenze effettive e collegare l’esperienza pratica al percorso di studio — elementi che faranno la differenza nelle decisioni finali delle commissioni.












