Trenta anni dopo le inchieste iniziali, arriva un nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria legata alle autobombe del 1993: per Marcello Dell’Utri è stata disposta l’archiviazione con decreto del gip datato 15 gennaio 2026, mentre la posizione di Silvio Berlusconi era già stata chiusa nel giugno 2023. Questa evoluzione cambia il quadro processuale ma solleva ancora interrogativi sul percorso investigativo e sulle attese delle famiglie delle vittime.
Le indagini sono partite dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, chiamata a verificare ipotesi sulla possibile esistenza di mandanti esterni alle stragi che colpirono Firenze, Roma e Milano nel 1993. Già nel 1996 i pubblici ministeri indicarono, in atti riservati, due figure con pseudonimi per proteggere l’identità degli indagati.
Quel primo filone fu archiviato alcuni anni dopo, ma il fascicolo non è mai rimasto chiuso in modo definitivo: è stato riaperto più volte nel corso degli anni, l’ultima riapertura risale al 2022. Le riaperture riflettono la complessità delle ricostruzioni e la difficoltà di mettere a fuoco responsabilità precise in un contesto che intreccia crimine organizzato e apparati deviati.
Uomo travolto e ucciso per errore d’identità: il conducente lo credeva un rivale
Marcegaglia: stabilità essenziale, permangono criticità rilevanti
Nel dettaglio processuale, va ricordato che la posizione di Silvio Berlusconi venne archiviata nel giugno 2023 in seguito alla sua morte, chiudendo formalmente ogni pendenza a suo carico. Oggi l’attenzione si sposta su Marcello Dell’Utri: il provvedimento del gip del 15 gennaio 2026 pone un punto sull’ultima fase dell’accertamento giudiziario nei suoi confronti.
Le conseguenze pratiche di queste archiviazioni sono immediate sul piano processuale — mancano imputazioni pendenti per i due soggetti coinvolti — ma lasciano aperte questioni di natura storica e politica riguardo alle responsabilità e ai meccanismi alla base delle stragi.
Di seguito una sintesi cronologica dei passaggi principali:
- 1993 — Attentati con autobomba a Firenze, Roma e Milano.
- 1996 — Nei documenti della Dda di Firenze compaiono due pseudonimi usati dai pm per indicare sospetti.
- 1999 — Archiviazione del primo filone d’indagine (decisione assunta alcuni anni dopo l’iscrizione degli indagati).
- Anni successivi — Il fascicolo viene riaperto più volte; in totale le riaperture sono state cinque.
- 2022 — Ultima riapertura delle indagini da parte della magistratura fiorentina.
- Giugno 2023 — Archiviazione della posizione di Silvio Berlusconi in conseguenza della sua morte.
- 15 gennaio 2026 — Decreto del gip che dispone l’archiviazione per Marcello Dell’Utri; la notizia è stata resa pubblica oggi.
Per i lettori la portata pratica è chiara: dal punto di vista giudiziario si chiudono due capitoli che hanno attraversato la storia recente italiana. Sul piano civile e della memoria pubblica, invece, la ricerca di verità e responsabilità rimane un tema centrale per le vittime e per chi segue le inchieste sul rapporto tra mafia e poteri esterni.
Nei prossimi mesi è probabile che la vicenda continui ad alimentare dibattiti parlamentari e richieste di chiarimento da parte di associazioni e familiari; qualsiasi sviluppo verrà seguito per valutare se permarranno elementi utili a riaprire nuovi filoni di indagine.












