Si è spento oggi a Capri Giuseppe Faiella, noto al grande pubblico come Peppino di Capri, figura centrale della musica italiana per quasi settant’anni. Aveva 86 anni e avrebbe compiuto 87 il 27 luglio: la sua scomparsa riapre il dibattito sul valore della tradizione popolare e sul ruolo della canzone napoletana nel patrimonio culturale nazionale.
La sua carriera attraversa la storia del costume italiano: dall’infanzia trascorsa nella piazzetta di Capri — dove da bambino incantava i soldati statunitensi al pianoforte — fino agli ultimi omaggi ricevuti negli anni più recenti. Malato da tempo, lo scorso anno aveva ancora salutato il pubblico intonando Champagne dalla platea della Certosa di San Giacomo.
Per capire l’impatto culturale di Peppino di Capri bastano alcuni numeri e momenti: due successi al Festival di Sanremo, quindici partecipazioni all’Ariston, premi internazionali e il riconoscimento del Grammy Museum. Il suo timbro e il suo stile hanno contribuito a trasformare la canzone napoletana tradizionale rendendola accessibile alle nuove generazioni, ma anche a tracciare la colonna sonora dell’Italia degli anni del boom.
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La sua discografia e le sue performance sono entrate nel cinema e nella memoria collettiva: brani come “Saint Tropez” compaiono ne Il Sorpasso di Dino Risi, mentre hit come Let’s Twist Again (1962) dominarono le classifiche per settimane. Con canzoni romantiche e ritmi da twist e swing, Peppino portò un’immagine di Capri e di un’estate italiana che ancora oggi è evocativa.
La vita privata, intensa e raccontata anche in una fiction Rai di grande successo, è stata segnata da affetti profondi: due matrimoni — tra cui l’ex moglie Roberta e la prematuramente scomparsa Giuliana — e i figli Igor, Edoardo e Dario. Riposa nella villa di famiglia a Castiglione, dove amava ricevere amici e colleghi.
I messaggi istituzionali sono stati immediati. Il ministro della Cultura ha sottolineato come la sua lunga attività sia una testimonianza della forza della cultura popolare italiana; il ministro del Turismo ha annunciato l’impegno a promuovere il riconoscimento della canzone napoletana come patrimonio dell’umanità. Anche il sindaco di Napoli e il governatore della regione hanno richiamato l’universalità della sua voce e del suo pianismo.
Capri ha proclamato il lutto cittadino. Il sindaco Paolo Falco ha ricordato un legame personale con la musica del maestro, citando la figura della nonna pianista che lo avviò allo studio dello strumento. Il cerchio si è chiuso così nell’isola che più di tutte lo aveva reso simbolo.
Momenti chiave della carriera
- Primi anni: esibizioni giovanili nella piazzetta di Capri e affermazione sul palco nazionale.
- 1962: successo di Let’s Twist Again, il disco più venduto e presente in classifica per molte settimane.
- 1970: vittoria al Festival di Napoli con Me chiamme ammore.
- 1973 e 1976: due trionfi al Festival di Sanremo con Un grande amore e niente più e Non lo faccio più.
- 2018: celebrazione dei 60 anni di carriera al Teatro San Carlo.
- 2023: riconoscimenti all’Ariston e omaggi internazionali, tra cui il Grammy Museum.
La comunità artistica ha risposto con commozione: colleghi e amici hanno ricordato non solo il musicista, ma anche l’uomo che per decenni ha saputo coniugare eleganza e semplicità. Le esequie sono previste alle 17 nella chiesa di Santo Stefano; la camera ardente sarà allestita in municipio alle 13.
Tra i brani che più lo rappresentano gli autori e i fan citano spesso Il Sognatore: il suo ritornello compare anche nei manifesti funebri affissi nelle viuzze di Capri, quasi come un testamento spirituale. La sua scomparsa lascia un vuoto nella scena musicale italiana, ma anche un patrimonio di canzoni che continuano a raccontare emozioni, luoghi e ricordi.
La perdita solleva oggi una domanda pratica e simbolica: come preservare e riconoscere il valore della tradizione musicale napoletana nell’era contemporanea? Le dichiarazioni ufficiali lasciano intendere che il dibattito sul suo riconoscimento internazionale potrebbe ripartire proprio a partire da questo lutto, trasformando il cordoglio in un’occasione di tutela e valorizzazione culturale.












