Giovani consulenti del lavoro: più formazione pratica per avviare i nuovi professionisti

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Alla convention nazionale dei consulenti del lavoro che si sta svolgendo a Reggio Calabria, la presidente dell’Associazione nazionale giovani consulenti del lavoro ha chiesto misure concrete per favorire l’ingresso e la crescita professionale dei più giovani. Secondo Elisa Paolieri, l’obiettivo immediato è rafforzare la categoria attraverso un dialogo intergenerazionale che ridisegni il ruolo del consulente nel prossimo futuro.

Cosa è emerso durante l’intervento

Paolieri ha sottolineato che i nuovi professionisti devono sentirsi parte integrante fin dall’inizio del percorso: non solo utenti di percorsi formativi, ma attori protagonisti della professione. Per ottenere questo, l’associazione intende lavorare a stretto contatto con i consigli provinciali per rimuovere ostacoli pratici e ampliare le opportunità di esercizio.

Giovani professionisti in un incontro di mentoring durante una riunione
Mentoring e partecipazione attiva fin dall’inizio del percorso professionale.

Il riferimento alla legge del 1979 non è accademico: per Paolieri offre uno sbocco normativo e culturale per mettere in comunicazione generazioni diverse e aggiornare strumenti e pratiche professionali. In altri termini, non si tratta di limitarsi alla memoria storica della normativa, ma di impiegarla come leva per innovare.

Le proposte sul tavolo

  • Creazione di percorsi di affiancamento e tutoraggio per i giovani consulenti, gestiti insieme ai consigli provinciali.
  • Più opportunità di formazione pratica e accesso a strutture per l’esame professionale.
  • Iniziative per semplificare l’esercizio della professione nelle fasi iniziali (sportelli informativi, supporto amministrativo).
  • Sviluppo di strumenti digitali e piattaforme condivise per favorire il networking e lo scambio di competenze.
  • Interventi per promuovere la continuità tra scuola, tirocinio e attività professionale.

Queste misure mirano a ridurre il divario tra formazione teorica e pratica quotidiana, rendendo più agevole l’accesso a una professione che sta cambiando rapidamente per effetto delle trasformazioni del mercato del lavoro.

Tutor che guida un giovane consulente con documenti e computer
Percorsi di affiancamento e tutoraggio per facilitare l’accesso alla professione.

Perché conta oggi

La discussione assume rilevanza immediata in un contesto in cui aziende e lavoratori richiedono consulenze sempre più aggiornate su diritto del lavoro, previdenza e gestione delle risorse umane. Una categoria più inclusiva e preparata offre benefici concreti: migliori servizi per le imprese, più protezione per i lavoratori e maggiori opportunità occupazionali per i giovani.

Dal punto di vista istituzionale, l’azione concertata tra associazioni giovanili e consigli provinciali potrebbe velocizzare soluzioni pratiche, dalla standardizzazione dei tirocini a percorsi chiari di abilitazione. Per i singoli professionisti, significa meno barriere iniziali e una crescita più rapida delle competenze.

Prospettive e prossimi passi

Paolieri ha chiesto che le proposte discusse vengano tradotte in programmi concreti entro i prossimi mesi, con priorità su mentoring e formazione pratica. I prossimi incontri tra associazione nazionale e organi territoriali saranno decisivi per trasformare le idee in misure operative.

Se le proposte verranno implementate, la professione potrebbe beneficiare di un ricambio generazionale più ordinato e di un ampliamento della qualità dei servizi offerti. Per ora, resta fondamentale l’impegno delle parti coinvolte nel fare della collaborazione intergenerazionale una strategia realizzabile sul breve termine.

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