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Durante la Convention nazionale dei consulenti del lavoro a Reggio Calabria, la direttrice generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, ha delineato il ruolo centrale del Siisl nell’attuale politica del lavoro: non una misura isolata, ma un tassello di un progetto più ampio per garantire occupazione stabile e dignitosa. La relazione presentata mette in luce perché questo approccio può influire subito su famiglie, imprese e mobilità territoriale dei lavoratori.
Vittimberga ha spiegato che il Siisl va valutato nel contesto delle politiche attive del ministero, con l’obiettivo di riportare il lavoro al centro come indicato dalla Costituzione. Sottolineando la natura complementare degli strumenti messi a disposizione, ha descritto il sistema come pensato per accompagnare persone e imprese nelle transizioni occupazionali.
Cosa cambia per chi cerca lavoro
Secondo la dirigente dell’Inps, il Siisl facilita l’orientamento nel mercato del lavoro, promuove la mobilità territoriale e contribuisce a ridurre gli scarti tra domanda e offerta. Per i lavoratori questo si traduce, in concreto, in maggiori opportunità di trovare impieghi con criteri chiari e condizioni più stabili rispetto al passato.
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Non si tratta soltanto di creare posti: il sistema punta a garantire occupazioni che permettano il sostentamento delle famiglie e rispondano alle necessità produttive delle imprese.
Strumenti a supporto delle imprese
Al centro dell’intervento è stato anche il richiamo alle misure che consentono alle aziende di accedere al fondo nuove competenze, ritenuto essenziale per adeguare le professionalità interne alle esigenze del mercato. Il fondo, insieme ad altri incentivi e servizi, è pensato per favorire la formazione e la riqualificazione senza lasciare sola l’impresa nella fase di riorganizzazione.
- Per i lavoratori: maggiore trasparenza nelle offerte, possibilità di trasferimenti mirati e percorsi formativi collegati all’occupazione.
- Per le imprese: accesso a strumenti formativi finanziati, più facilità nell’incontro con candidati qualificati e sostegno alla produttività.
- Per le politiche pubbliche: integrazione tra misure di sostegno e strumenti di attivazione per ridurre la disoccupazione strutturale.
L’intervento a Reggio Calabria ha ribadito un concetto chiave: lo Stato non si limita a favorire l’incontro tra domanda e offerta, ma interviene affinché l’occupazione sia coerente con standard di tutela e sostenibilità per le famiglie.
La posizione espressa dalla direttrice dell’Inps evidenzia una scelta di metodo: orientare le politiche del lavoro verso strumenti integrati, capaci di connettere formazione, mobilità e bisogni delle imprese. Rimane aperta la sfida di tradurre questi principi in risultati misurabili sul territorio, soprattutto nelle aree con maggiori difficoltà occupazionali.











