Un’operazione della polizia nel cuore della Costa Smeralda ha portato all’arresto di un uomo di 51 anni, già noto alle cronache sportive locali: la vicenda è collegata a un più ampio filone investigativo che aveva già prodotto 19 fermi. La notizia interessa ora residenti e turisti, perché riguarda presunti giri di droga attivi in una zona di forte passaggio stagionale.
Gli agenti del commissariato di Porto Cervo hanno fermato l’uomo ieri, al termine di accertamenti connessi a precedenti sviluppi dell’inchiesta. Secondo il rapporto inviato alla procura di Tempio, nell’abitacolo di un camper sono state rinvenute diverse dosi di **cocaina**.

Fonti investigative riferiscono inoltre che l’arrestato avrebbe fornito una dose a un’altra persona, identificata sul posto dalla polizia. La dinamica precisa dei fatti sarà chiarita nelle prossime fasi procedurali.
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- Luogo: Costa Smeralda e Cannigione, con concentramento operativo ad Arzachena.
- Forze coinvolte: commissariato di Porto Cervo e personale della polizia di Stato.
- Sequestri: più dosi di cocaina trovate anche all’interno di un camper.
- Contesto: collegamento a inchiesta precedente con 19 arresti.
- Fase procedurale: l’indagato sarà ascoltato dal gip del tribunale di Tempio; è assistito dall’avvocata Oriana Erittu.
Gli investigatori indicano da tempo la presenza di un gruppo ritenuto attivo nel territorio di Arzachena. Parte delle persone coinvolte era già destinataria di provvedimenti emessi dal gip di Tempio, ma le verifiche sull’intera rete proseguono per chiarire ruoli e responsabilità.
Sul piano pratico, l’arresto riaccende l’attenzione sulle conseguenze di fenomeni di spaccio in aree turistiche: oltre alla rilevanza penale, c’è un impatto sulla percezione di sicurezza e sulla gestione dell’ordine pubblico nei periodi di maggiore afflusso.

Le prossime tappe processuali determineranno eventuali contestazioni formali e possibili sviluppi investigativi. Gli inquirenti mantengono riservatezza su dettagli operativi mentre la procura di Tempio valuterà gli atti trasmessi dalla polizia.
Restano al momento aperti i nodi da chiarire: il ruolo effettivo dell’indagato rispetto al presunto gruppo di spaccio e l’eventuale estensione della rete a ulteriori soggetti o aree della Sardegna.











