Un giovane di 22 anni è rimasto gravemente ferito durante una battuta di caccia al cinghiale nell’agro di Padria: il colpo, partito accidentalmente dall’arma di un compagno, lo ha raggiunto all’inguine e ha provocato una massiccia emorragia. L’incidente, avvenuto domenica mattina, ha già portato al sequestro delle armi e all’avvio di accertamenti da parte dei carabinieri.
La vittima è Alessandro Fresi, originario di Montresta. Secondo quanto ricostruito dai soccorritori, il proiettile avrebbe cambiato traiettoria rimbalzando sul terreno prima di colpire il giovane.
Erano circa le 10:30 quando è scattata la richiesta d’aiuto. Sul posto è intervenuto il personale del 118 con l’elisoccorso Areus, che ha trasferito Fresi d’urgenza al reparto di chirurgia dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.
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I medici hanno operato il ragazzo ieri pomeriggio: l’intervento è stato definito delicato e al momento le sue condizioni restano gravi, con prognosi riservata.
I carabinieri del comando provinciale di Sassari, supportati dai colleghi di Bonorva, hanno posto sotto sequestro i fucili e le munizioni in uso ai due cacciatori presenti durante la battuta.

- Luogo: agro di Padria
- Ferito: Alessandro Fresi, 22 anni, Montresta
- Ora dell’incidente: circa 10:30, domenica mattina
- Trasferimento: elisoccorso Areus verso Sassari
- Procedura giudiziaria: armi sequestrate; indagine in corso
Le forze dell’ordine dovranno chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto e stabilire eventuali responsabilità penali o amministrative. Al momento non sono stati resi noti provvedimenti cautelari nei confronti del compagno di battuta.
L’episodio richiama l’attenzione sulla sicurezza nelle uscite venatorie e sulle pratiche di maneggio delle armi in campagne e terreni impervi, temi che spesso emergono dopo incidenti simili. Le autorità locali e le associazioni di settore potrebbero essere chiamate a fare chiarezza nelle prossime ore.
Gli aggiornamenti arriveranno con l’evolvere delle indagini e delle condizioni cliniche del giovane: per ora gli inquirenti mantengono riservate le fasi dell’accertamento tecnico.











