Maurizio Lupi ha indicato ieri a Roma una possibile strada per affrontare la crisi degli affitti urbani, proponendo misure fiscali mirate per incentivare locazioni a lungo termine a prezzi concordati. L’intervento, al forum organizzato da Confesercenti, collega la proposta di un fondo per la rigenerazione urbana alle esigenze pratiche di chi cerca casa in città, in particolare i giovani e le persone più fragili.
Al convegno “Aperti – Confesercenti Forum 2026” in Piazza del Popolo, il leader di Noi Moderati ha spiegato che il nuovo fondo non dovrebbe rimpiazzare le iniziative locali ma favorire condizioni urbane più attrattive e stabili. In questo quadro, Lupi ha suggerito incentivi fiscali per i proprietari che scelgono di affittare a canone concordato e per periodi prolungati.
Secondo il deputato, la leva principale dovrebbe essere una riduzione della tassazione sui canoni agevolati: una cedolare secca al 5% per chi affitta con canone concordato e una soglia ancora più bassa — proposta allo 1% — quando l’inquilino appartiene a categorie vulnerabili. Lupi ha definito l’idea come un “atto di coraggio” necessario per rendere le città più accessibili.
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Il ragionamento politico è chiaro: aumentare l’offerta di affitti a condizioni sostenibili può trattenere giovani e famiglie nei centri urbani e ridurre fenomeni di espulsione socio-economica. Restano però da chiarire l’impatto sui conti pubblici e le modalità di applicazione sul territorio.
Punti chiave dell’intervento
– Contesto: intervento al forum Confesercenti, Roma, Piazza del Popolo.
– Obiettivo: collegare il fondo per la rigenerazione urbana a misure che incentivino affitti stabili.
– Misure proposte: riduzione della cedolare secca al 5% per canoni concordati; aliquota al 1% per locazioni a vantaggio di soggetti fragili.
– Destinatari: giovani, famiglie in difficoltà e categorie vulnerabili.
– Questioni aperte: sostenibilità fiscale, coordinamento con i Comuni, definizione dei criteri per accedere alle agevolazioni.
La proposta di Confesercenti viene così rilanciata in chiave politica, ma per trasformarla in norma servirà un iter parlamentare e i necessari approfondimenti tecnici. Nei prossimi mesi sarà cruciale il confronto tra Governo, enti locali e associazioni di proprietari per valutare costi, benefici e modalità operative di eventuali incentivi.











