Competenze relazionali a scuola: Coop e Maesano lanciano intesa per formazione in classe

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A Roma, alla Galleria Sordi, la tappa capitolina di Close the Gap ha messo al centro il tema dell’educazione alle relazioni: iniziativa e associazioni chiedono di introdurre nelle scuole figure professionali dedicate al benessere emotivo degli studenti. L’obiettivo è chiaro e attuale: trasformare l’attenzione ai rapporti personali in competenze concrete dentro le aule.

Francesco Maesano, coordinatore della campagna Diritto a stare bene per l’associazione Pubblica, ha sottolineato che il legame con progetti come Dire, Fare, Amare di Coop nasce proprio da questa convergenza di intenti. Secondo Maesano, non si tratta solo di sensibilizzare, ma di garantire una presenza formata e stabile che sappia spiegare ai giovani cosa conta nelle relazioni interpersonali.

L’evento romano, parte del programma promosso da Coop dedicato all’educazione al benessere e alla condivisione, ha raccolto realtà diverse attive sul territorio. Tra i partner della giornata è stata citata anche la Fondazione Gino Cecchettin, presente nelle attività e nel confronto con gli operatori.

Perché questa richiesta è rilevante oggi

Il tema assume urgenza in un contesto scolastico segnato da insicurezze, difficoltà relazionali e crescente attenzione alla salute mentale. Avere esperti nelle classi può ridurre fenomeni come l’isolamento, il bullismo e la scarsa capacità di gestire i conflitti, con ricadute positive sul rendimento e sul clima scolastico.

Le organizzazioni coinvolte propongono un approccio integrato: interventi educativi strutturati, formazione degli insegnanti e percorsi dialogici con famiglie e comunità. Si punta a passare dalla sensibilizzazione episodica a pratiche continuative e valutabili.

Cosa chiedono le associazioni

  • Inserire nelle scuole figure professionali dedicate all’educazione emotiva e relazionale.
  • Prevedere percorsi formativi per docenti sulla gestione dei conflitti e sulla prevenzione del disagio.
  • Realizzare progetti costanti, non sporadici, con indicatori di impatto sui ragazzi.
  • Favorire collaborazioni tra istituzioni, terzo settore e fondazioni locali.

Per i dirigenti scolastici e gli operatori del settore la proposta implica scelte organizzative e risorse: servono piani chiari, finanziamenti e tempi adeguati per formare e stabilizzare queste figure. Per le famiglie e gli studenti, invece, la promessa è di ricevere strumenti concreti per orientarsi nelle relazioni quotidiane.

La tappa romana di Close the Gap ha quindi ribadito un messaggio pratico: l’educazione alle relazioni non è un’aggiunta decorativa, ma un elemento necessario per il benessere e la crescita dei giovani. Le prossime mosse richiederanno dialogo istituzionale e proposte operative per trasformare le intenzioni in interventi sostenibili.

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