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Il Comune di San Severo è precipitato in una crisi politica che rischia di lasciare la città senza guida: la sindaca Lidya Colangelo ha denunciato pressioni di natura privata e una situazione in cui, secondo lei, è stata trattenuta contro la sua volontà, e la vicenda ha portato alle dimissioni in massa di 13 consiglieri, con lo scioglimento di fatto del consiglio comunale. La caduta dell’assemblea apre ora la strada a nuove consultazioni elettorali e solleva interrogativi immediati sulla governance locale.
Colangelo, in carica dopo il ballottaggio di giugno 2024, ha attribuito a esponenti interni alla maggioranza comportamenti che avrebbero oltrepassato il confine della normale controversia politica, chiamando in causa aspetti della sua vita privata e della sua sfera personale. Alla seduta consiliare in cui ha riportato questi fatti ha anche riferito di essere stata, in un episodio, chiusa in una stanza a cui sarebbe stata tolta la chiave.
Tra i protagonisti della crisi c’è l’assessore Gigi Marino: aveva già annunciato le dimissioni per motivi politici pochi giorni prima e, dopo le accuse mosse dalla sindaca, ha presentato a sua volta una querela.
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La svolta: le dimissioni e le conseguenze
La crisi è degenerata quando 13 consiglieri — provenienti dall’opposizione e da parti della maggioranza — si sono dimessi, determinando la fine dell’organo consiliare. Tra i firmatari figurano anche figure di rilievo istituzionale, come la presidente del consiglio comunale, Rosa Caposiena (Forza Italia), che ha definito la scelta «sofferta ma necessaria» per interrompere una situazione di stallo politico.
- Accuse: la sindaca denuncia pressioni su aspetti privati e un episodio di trattenimento in ufficio.
- Reazioni: l’assessore coinvolto, Gigi Marino, si dimette e avvia azioni legali contro la prima cittadina.
- Effetto istituzionale: 13 dimissioni fanno cadere il consiglio comunale.
- Prossimi passi: la caduta dell’assemblea porta verso lo scioglimento e all’indizione di nuove elezioni comunali.
Interpellata dall’agenzia di stampa, la sindaca ha scelto di non rilasciare commenti aggiuntivi. Nei suoi interventi in aula ha però sottolineato di essersi trovata a dover affrontare, da circa un anno, scelte e indicazioni politiche che hanno messo in discussione la sua dignità personale.
La crisi non è soltanto un fatto locale: mette in luce problemi organizzativi della maggioranza di centrodestra che da mesi era attraversata da forti contrasti. Anche per questo motivo la caduta del consiglio ha impatti immediati sulla capacità dell’amministrazione di prendere decisioni e garantire servizi.
Che cosa cambia per i cittadini
Nel breve termine la città può trovarsi con un’amministrazione in regime di prorogatio o con un commissariamento deciso dalla Prefettura, fino all’indizione delle nuove urne. Questo può avere ricadute pratiche su appalti, servizi sociali, e progetti avviati dall’ente locale.
La vicenda solleva inoltre questioni più ampie: la tutela delle elette e la gestione delle tensioni interne ai gruppi consiliari. Sono temi di immediata rilevanza per chi segue la politica locale e per i cittadini che attendono continuità amministrativa.
Ora spetterà agli organi competenti definire i tempi per la convocazione delle nuove elezioni e per l’eventuale nomina di un commissario che garantisca la gestione ordinaria fino al voto.










