Il tessuto economico italiano dipende sempre più dal mondo dei servizi: nel settore privato il terziario pesa oggi per oltre il 58% del valore aggiunto, e la sua salute decide salari, occupazione giovanile e dinamismo produttivo del Paese. Per questo, ha detto il presidente di Manageritalia Marco Ballarè alla 107ª Assemblea Nazionale, serve un’intesa solida tra istituzioni, imprese e figure manageriali per far ripartire la crescita.
L’incontro si è svolto a Milano, negli spazi dell’hotel Melià, e ha riunito più di 220 delegati provenienti da tutte le regioni, a rappresentanza dei circa 47.000 iscritti alla federazione che raggruppa dirigenti, quadri ed executive del commercio, trasporti, turismo e servizi.
Secondo Ballarè, le tensioni internazionali e le difficoltà a livello europeo stanno riversando effetti concreti sull’economia domestica: senza una strategia di rafforzamento del terziario non sarà possibile migliorare le retribuzioni né assorbire i giovani in cerca di lavoro. La proposta centrale è dunque un patto pubblico-privato che metta insieme risorse, competenze e governance manageriale.
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Imprese, i servizi come motore per far ripartire il paese: l’appello di Ballarè di Manageritalia
Priorità e ricadute pratiche
L’assemblea ha messo in fila alcuni interventi ritenuti urgenti per sostenere il settore e produrre risultati visibili nel breve termine. Tra questi emergono misure operative e di sistema.
- Investimenti mirati su tecnologia e infrastrutture per aumentare produttività e competitività.
- Formazione e riqualificazione per collegare le competenze manageriali alle esigenze del mercato.
- Dialogo istituzionale per semplificare norme e favorire iniziative di sviluppo nel terziario.
- Politiche del lavoro orientate a facilitare l’ingresso dei giovani e a rendere sostenibili i salari.
- Sostegno a digitalizzazione e sostenibilità come leve per attrarre investimenti e clienti.
Per i partecipanti, il nodo non è solo economico ma sociale: un settore dei servizi solido sostiene l’occupazione locale, alimenta domanda interna e contribuisce alla tenuta delle finanze pubbliche. Di qui l’appello a misure coordinate, non disperse tra provvedimenti estemporanei.
Non tutte le soluzioni richiedono ingenti risorse immediate: molte passano per regolazioni più snelle, percorsi formativi efficaci e una migliore collaborazione tra imprese e università. Ma senza una strategia condivisa, avvertono i dirigenti, la capacità di risposta alle sfide di breve periodo rimarrà limitata.
La discussione aperta a Milano lascia sul tavolo questioni operative e un invito chiaro ai decisori: misurare il rilancio sullo stato del terziario significa valutare effetti concreti su salari, giovani e occupazione. Per i manager presenti, è questa la misura della vera ripartenza.












