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Recenti verifiche dei carabinieri nel territorio dell’Oristanese hanno portato alla luce un caso grave di sfruttamento lavorativo: due uomini stranieri, impiegati in un’azienda agricola, avrebbero lavorato per anni in condizioni irregolari e sotto controllo costante. La vicenda solleva questioni di ordine pubblico, tutela della salute e rispetto dei diritti dei lavoratori, con ricadute anche sul tessuto produttivo locale.
I controlli sono stati effettuati dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Oristano insieme al Comando Provinciale. Gli investigatori hanno identificato due lavoratori extracomunitari privi di permesso di soggiorno, impiegati nell’azienda senza alcuna forma contrattuale.
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Le irregolarità riscontrate
Secondo quanto accertato durante le ispezioni, emergono più profili di illecito che rientrano nella fattispecie prevista dall’art. 603‑bis del codice penale, relativa allo sfruttamento del lavoro. Tra le violazioni segnalate:

- assenza totale di periodi di riposo e ferie per gli operai durante gli ultimi due anni;
- condizioni di lavoro non conformi alle norme di salute e sicurezza sul lavoro;
- sistemazione abitativa degradata, priva di servizi igienici e con evidenti problemi di muffa e carenze igienico‑sanitarie;
- limitazioni della libertà personale: gli operai non potevano spostarsi autonomamente, privi di patente e con scarso accesso ai trasporti pubblici;
- uso di un impianto di videosorveglianza non autorizzato per monitorare i lavoratori.
Le forze dell’ordine ritengono che il datore di lavoro abbia sfruttato la condizione di bisogno dei due uomini, i quali, con difficoltà linguistiche e senza titoli per altre occupazioni, si sono trovati costretti ad accettare condizioni penalizzanti per sostenere le famiglie nei paesi d’origine.
Provvedimenti e ricadute
Il titolare dell’azienda è stato denunciato e sanzionato: le contestazioni prevedono sanzioni penali per un importo complessivo superiore a 2.600 euro e sanzioni amministrative che superano i 37.800 euro.
Oltre alla responsabilità penale e amministrativa, il caso apre riflessioni pratiche per il territorio: tutela del lavoro stagionale, controllo delle catene di approvvigionamento in agricoltura e prevenzione di abusi su personale vulnerabile. Per i consumatori e per gli operatori del settore, aumentano le esigenze di trasparenza e tracciabilità nelle filiere agricole.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità aggiuntive e per verificare se vi siano altri lavoratori in condizioni analoghe. Le autorità locali hanno annunciato ulteriori attività di controllo nel comparto agricolo per contrastare fenomeni di sfruttamento.












