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Un uomo di 84 anni, ex infermiere, è deceduto all’ospedale di San Gavino dopo aver contratto la Febbre del Nilo; si tratta della seconda vittima registrata nella cittadina, dove nei giorni scorsi un’altra persona era già morta a causa dello stesso virus. L’episodio ha spinto le autorità sanitarie locali ad accelerare interventi di controllo per contenere la diffusione.
Cosa è successo
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Il paziente era ricoverato nell’ospedale cittadino: le condizioni si sono aggravate fino al decesso, confermando il carattere potenzialmente grave di alcuni casi di infezione. La notizia ha creato apprensione tra i residenti, soprattutto perché interessa soggetti anziani o con fragilità preesistenti.
Le misure messe in campo
Per limitare la circolazione del virus — trasmesso dalle zanzare — la Asl insieme alla Provincia ha avviato un piano di interventi sul territorio. L’obiettivo è ridurre la popolazione di vettori e intercettare possibili focolai prima che si diffondano ulteriormente.

Le attività previste includono azioni mirate nei punti critici e operazioni rivolte sia alle aree pubbliche sia alle zone private dove si concentra l’acqua stagnante.
Perché conta oggi
La comparsa di due morti nello stesso centro urbano segnala un aumento del rischio locale: anche se la maggior parte delle infezioni da West Nile è lieve o senza sintomi, i casi gravi possono evolvere rapidamente. Per questo le autorità insistono sulla prevenzione collettiva e individuale.

- Ridurre i rischi domestici: eliminare ristagni d’acqua in vasi, sottovasi, grondaie e contenitori all’aperto.
- Protezione personale: usare repellenti per insetti, indossare abiti protettivi nelle ore di maggior attività delle zanzare.
- Barriere fisiche: mantenere zanzariere e finestre chiuse o schermate, soprattutto la sera.
- Segnalazioni: rivolgersi al medico se compaiono febbre, mialgie, mal di testa persistente o altri sintomi sospetti.
Le autorità sanitarie ribadiscono che la sorveglianza resta attiva e che gli interventi di disinfestazione non sostituiscono le buone pratiche individuali, fondamentali per ridurre il rischio di contagio.
Chi corre più rischio
| Categoria | Indicazioni principali |
|---|---|
| Anziani (sopra i 65 anni) | Maggiore probabilità di forme gravi: evitare esposizione prolungata alle zanzare. |
| Persone con condizioni croniche | Consultare il medico in caso di febbre o sintomi neurologici. |
| Popolazione generale | Adottare misure preventive e collaborare con le attività di controllo comunali. |
Le prossime ore saranno decisive per valutare l’efficacia delle azioni messe in campo: la collaborazione tra istituzioni e cittadini rimane la principale arma per contenere il fenomeno e limitare nuovi casi.












