Imprenditoria giovanile Sardegna perde il 26% delle imprese in un decennio


La Sardegna rischia di perdere intere generazioni di imprenditori artigiani, con conseguenze immediate sul lavoro e sull’identità dei territori. Un rapporto del Centro Studi della CNA mette in luce come il crollo della popolazione giovane stia privando l’Isola dei potenziali successori delle attività familiari, sollecitando interventi urgenti su credito, formazione e passaggio d’impresa.

Secondo la ricerca, la contrazione demografica tra i 20 e i 39 anni è il fattore che sta accelerando il problema: in poco più di un decennio la fascia che dovrebbe garantire il ricambio generazionale si è ridotta in modo molto più marcato che nel resto d’Italia, rendendo precario il futuro di molte micro e piccole imprese.

I numeri chiave non lasciano spazio a dubbi: la Sardegna registra la flessione più accentuata tra le regioni italiane nel segmento 20-39 anni, con un calo del 23,5% tra il 2015 e il 2026. Nel dettaglio, la popolazione in quella fascia è scesa da circa 391mila a 299mila residenti, una perdita di quasi 92mila persone.

Grafico statistico che mostra il calo della popolazione giovanile in Sardegna dal 2015 al 2026
La popolazione sarda tra 20 e 39 anni è scesa da 391mila a 299mila residenti in undici anni

Questo declino demografico si riflette direttamente nella composizione dei titolari d’impresa. Le attività individuali nelle mani di persone con almeno 70 anni sono oggi 9.476, contro le 8.527 di dieci anni fa, mentre le imprese condotte da giovani under 35 sono diminuite in modo significativo: da 17.491 nel 2014 a 12.845 nel 2024.

Il fenomeno ha implicazioni pratiche: meno giovani significa meno aspiranti imprenditori e un incremento del rischio che botteghe e mestieri tradizionali chiudano definitivamente, insieme alle competenze che li sostengono.

Come si distribuisce il problema sul territorio

La situazione non è omogenea. Alcune province evidenziano criticità maggiori:

  • Oristano: la più alta incidenza di titolari over 70 (11,8%);
  • Nuoro: elevata densità di imprenditori anziani, quinta provincia italiana per presenza di titolari avanti con gli anni;
  • Sud Sardegna, Oristano e Nuoro figurano tra le prime province italiane per riduzione della popolazione giovane (20-39 anni).

Il Centro Studi della CNA sottolinea che la diminuzione di imprese giovanili in Sardegna (-26,6% in dieci anni, pari a -4.646 unità) è più marcata rispetto alla media nazionale (-24%).

Perché conta adesso

La perdita di titolari giovani si verifica proprio mentre il numero di imprenditori anziani continua a crescere: è un’incrocio che può tradursi rapidamente in chiusure, perdita di posti di lavoro e nella scomparsa di mestieri e reti produttive locali. Per un’isola dove l’artigianato ha un peso superiore alla media nazionale, l’impatto sociale ed economico sarebbe significativo.

Le richieste e le proposte pratiche

Giovane imprenditore in formazione professionale durante un corso di accompagnamento imprenditoriale
La CNA propone programmi di tutoraggio e formazione per favorire il ricambio generazionale

Di fronte allo scenario, la CNA invita istituzioni regionali e centrali a intervenire con misure concrete. Tra le proposte indicate dal Centro Studi e dai rappresentanti locali emergono linee d’azione chiare:

  • strumenti pubblici per facilitare la trasmissione d’impresa (procedure e incentivi per il passaggio generazionale);
  • semplificazione e potenziamento dell’accesso al credito per chi intende rilevare o avviare un’attività;
  • programmi di formazione, tutoraggio e accompagnamento per giovani che vogliono entrare nel mondo artigiano;
  • misure territoriali mirate per arrestare lo spopolamento e valorizzare le filiere locali.

I dirigenti regionali della CNA avvertono che senza interventi tempestivi non si rischia solo la perdita di singole attività ma la dispersione di patrimoni di competenze costruiti in decenni, con ricadute negative su occupazione e qualità della vita nelle comunità locali.

Il quadro fotografato dal rapporto impone dunque una scelta politica: trasformare il primato negativo nella diminuzione dei giovani in Sardegna in una priorità d’intervento, con azioni coordinate e tempestive per sostenere il ricambio generazionale e preservare il tessuto produttivo dell’Isola.

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